Cosa può fare il papà per la mamma? Tutti i consigli

Dalla gestione di parenti e amici troppo invadenti, fino alla burocrazia e alla spesa e le faccende domestiche. Ecco il vademecum del perfetto compagno con prole

Gestisci i parenti
e gli amici

Questo è il primo punto, il più delicato. Tienile lontani i parenti, a meno che non sia lei a volerli incontrare. Sin dal giorno della nascita, infatti, il telefono inizierà a squillare con chiamate e messaggi di auguri, congratulazioni e richieste degli orari di ricevimento dell’ospedale. Si sa, la voglia di venire a vedere il pargolo è tanta da parte di parenti e amici, ma bisogna tener presente il livello di stanchezza post partum della mamma, e perché no anche vostra! Una bella foto del bimbo con: nome, peso, lunghezza e un messaggio “ci vediamo a casa” potrebbe bastare per far desistere chi voleva invadere la stanza dell’ospedale. Ma una volta a casa potrebbe essere anche peggio. Quindi cari papà, armatevi di pazienza, cercate di capire chi la mamma vuole vedere e soprattutto quando e per quanto tempo. E per i simpaticoni che arrivano senza avvisare? Basta dire: «Scusate, stavamo dormendo tutti e tre e non abbiamo sentito…».

Occupati delle faccende
domestiche 

Non avete mai passato l’aspirapolvere in vita vostra? Si è sempre occupata lei di tutto? Fatevi furbi, o iniziate ora, o cercate una brava donna delle pulizie, che venga in orari, tempi e modi prestabiliti da entrambi. Tanto non andrà bene e non sarà all’altezza, ma conta il gesto. Lavatrice? Stirare? O portate tutto dalla vostra di mamma senza farvi vedere, o c’è sempre una tintoria nei paraggi…  Ah, se lo fate voi non vi ammalate.

Occupati della scelta
del pediatra

Se mamma e bebè stanno bene dopo due giorni si torna a casa, e vi trovate dall’essere circondati da camici bianchi a portata di “pulsante rosso per ogni emergenza” all’essere voi, la mamma e questo nuovo sconosciuto. Ha fatto un verso strano, non respira bene, ha la febbre… È inutile, il pediatra vi serve il prima possibile. Quindi se volete sfruttare il servizio pubblico, sappiate che bisogna andare all’Asl con il codice fiscale del neonato (l’avete fatto vero?) e scegliere il medico. Inutile dire che sarà la mamma a dirvi il nome di quello giusto, ma non è detto che sia disponibile. Quindi potreste fare più viaggi all’Asl, e soprattutto a differenza del medico di base, una volta scelto non potrete cambiarlo. Quindi andate voi fisicamente, ma condividete tutto con la mamma.

Falle da scudo dai mille
consigli di amici e parenti

«Ma non devi cambiarlo così, non digerisce se la tieni così, per me ha fame, per me ha sete!». Hanno tutti ragione, oppure hanno tutti torto? I consigli arriveranno da chi ha avuto sei figli e ora ha dieci nipoti, dalla vostra amica che ha partorito due mesi fa e da chi figli non ne ha. Mantenete la calma: se la vostra compagna ha seguito il corso pre parto può darsi che faccia riferimento a quanto imparato. Una buona regola di vita è «se per te è giusto così, va bene amore»… Anche se voi preferireste dare retta a chi ha più esperienza, cercate di fare decidere a lei chi e se ascoltare.

Lasciale il suo spazio

Non riesco nemmeno a fare la pipì da sola! Quante volte lo sentirete… passati i primi giorni, e una volta più o meno abituati ad avere “un estraneo in casa”, fatevi coraggio e passate del tempo con il vostro erede. E perché no, se la stagione lo permette uscite con il neonato e lasciate qualche ora la neo mamma libera di fare qualsiasi cosa lei preferisca: doccia, riposare, andare dal parrucchiere, fare un po’ di sport. All’inizio vi dirà di no, che le mancherà il bambino, che è presto per portarlo fuori (un modo carino per dirvi che non si fida)… ma vi assicuro che dopo vi ringrazierà.

Se allatta, svegliati con lei
almeno le prime notti 

«Deve darle da mangiare lei, io cosa mi sveglio a fare? Poi io lavoro tutto il giorno, devo riposare!». Sulla carta avete ragione, nella pratica meno. Se non lavorate in miniera per quattordici ore senza pausa nemmeno per un caffè, esserle vicino, soprattutto i primi giorni e durante le prime “poppate”, la farà sentire sicuramente meglio. Poi magari vi addormenterete dopo tre minuti, però non importa. E se non allatta? Diciamo che preparare un biberon e allattarlo potrebbe essere un buon modo per passare del tempo con il vostro piccolo, proprio perché siete tutto il giorno al lavoro e non lo vedete mai.

Impara sin da subito a
cambiare i pannolini 

Come fa un esserino così piccolo ed innocente a produrre tutto questo? È uno dei misteri della vita, eppure è proprio così. State tranquilli, non è mai morto nessuno, e una volta pulito e lavato il vostro bambino tornerà al suo tenero profumo. Non spaventatevi per un pannolino chiuso male e qualche tutina in più da lavare: è tutta esperienza! E sono minuti preziosi che lasciate liberi alla mamma! E soprattutto attenzione a non rimanere mai senza pannolini: oramai con gli ordini online e le offerte dei supermercati è difficile, ma date sempre un’occhiata alla scorta.

Occupati della spesa

«Ma cosa mangiamo questa sera?» dovrà velocemente trasformarsi in «amore di cosa hai voglia stasera per cena?». Potreste essere fortunati, istruendo bene suoceri e genitori, spiegando loro che portare delle pietanze già cotte per pranzo o cena nei primi giorni, potrebbe essere meglio di molte ore passate sul divano di casa vostra. Se non è così datevi da fare. Non dovete diventare né Carlo Cracco, né Antonino Cannavacciuolo, ma il forno e il freezer dovreste sapere dove sono e a cosa servono. Approfittate di tutti i bei tutorial online per preparare un bel piatto di pasta: darà soddisfazione a voi e lei si sentirà felice.

Rassicurala

Non ti preoccupare, tutto passa. «Amore ma sei bravissima! Ma come fai a farla addormentare che io non ci riesco?». Non possiamo immaginare cosa possa provare una neo mamma nei primi giorni nei quali deve occuparsi del suo bambino, ma sicuramente quello di cui non ha bisogno è che il suo compagno non le sia di supporto o non la rassicuri. Avete l’appuntamento fisso con gli amici? La palestra o la partitella settimanale con la squadra? Lei vi dirà sicuramente di andare lo stesso, ma se capite che rimanere le darà più sicurezza, fatelo. Dimentichiamoci delle top model che a sette giorni dal parto sono in passerella, prima che loro vi ricordino che c’è gente che è milionaria grazie al calcio e voi pagate pure per il calcetto del mercoledì sera. Ci vorrà un po’ per smaltire i chili in più. Non importa, ricordate che è sempre la stessa donna a cui regalavate i completini sexy a San Valentino.

Resta da solo ogni
tanto con il bimbo

«Amore vieni da papà». È facile dirlo al rientro dall’ufficio. Ma «amore, oggi la mamma esce a cena con le amiche e stiamo io e te» può essere più complicato, ma molto utile e bello. Oppure, prendere il bambino e uscire per qualche ora e dimostrare alla vostra compagna che siete in grado di tornare sani e salvi entrambi, potrebbe essere veramente importante. Soprattutto se lei tornerà presto al lavoro. Avrà già tanti pensieri lontano dal bambino, almeno sa che con il papà non ha di che preoccuparsi.

Non spaventarti per 
gli sbalzi d’umore 

Dovreste essere abituati dalla gravidanza, ma tranquilli, potrebbe essere anche peggio. Il corpo cambierà nuovamente, gli ormoni, l’allattamento, il bambino che piange, che non mangia… «Sarò mai una buona mamma?», «tua mamma non la sopporto»: l’elenco è lungo e c’è sempre un motivo per passare dalla stanchezza, alle lacrime, fino al panico. Forza e coraggio, signori papà! In questi casi evitate paragoni con vostra sorella o cugina che ha partorito ed era la donna più felice del mondo: potreste peggiorare la situazione. Fatele capire che non c’è assolutamente nulla che non vada, e ricordatevi, ma non diteglielo, che è sempre e comunque colpa degli ormoni!

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