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Fondamentali sarebbero le dimensioni dell'ippocampo, sede della memoria spaziale e verbale: valutandone il volume si potrebbero individuare i pazienti più a rischio di declino cognitivo. I dati sono insufficienti a comprovare l'esistenza di un rapporto di causa ed effetto

Il dubbio sollevato da una ricerca tedesca condotta su 70mila anziani: sotto accusa gli inibitori di pompa protonica come omeprazolo, pantoprazolo e lansoprazolo

Senza attività fisica si riduce il flusso di sangue che irrora il cervello, soprattutto nelle aree più colpite dall'Alzheimer

Merito e colpa delle nuove tecnologie come computer, tablet e smartphone: costringono il cervello, ma non il corpo, a fare un allenamento continuo

Con l'avanzare dell'età si percepisce più dolore perché l'infiammazione si sviluppa più in fretta e in maniera più intensa

Contengono gli stessi principi attivi e possono causare sovradosaggio: per informazioni c'è il numero verde 800.894.140

Presente nei due terzi della popolazione, inizia ad agire dopo i 65 anni

L'ascolto di playlist personalizzate con la musica preferita riduce l'uso di ansiolitici e antipsicotici

Gli over-50 che mantengono una vita attiva hanno una memoria migliore, un vocabolario più ricco e una maggiore abilità nei ragionamenti

I disturbi del linguaggio si possono combattere con lo studio e l'aiuto di un logopedista

Arriva dagli Usa il “Mall Walking”, utile soprattutto agli anziani per muoversi e stare in compagnia nonostante il freddo

Aiutare gli altri fa bene sempre, ma farlo quando si superano i 40 anni migliora decisamente il benessere cognitivo. Il picco di benefici si ha dopo i 70 anni

Già dopo solo 20 ore di pratica gli anziani si muovono meglio

Basta fare esercizi leggeri un paio di volte alla settimana per rallentare l'invecchiamento dei neuroni

Dalle tecniche di rilassamento all'esercizio fisico, è importante imparare a gestire l'ansia anche per non avere conseguenze sul piano fisico

Per gli uomini, invece,vale l'esatto contrario. Lo dimostra uno studio sugli over-65 che apre la strada a nuove terapie psicologiche basate sulle differenze di genere