Zecche: ecco cosa fare (o non fare) in caso di morso

Tutte le procedure corrette da seguire per la rimozione di questo animale, che vive nei boschi, nei cespugli, nelle cataste di legname o colpisce i cani

Le zecche diffuse in Italia

Le specie di zecche più diffuse in Italia sono:

– Ixodes ricinus (cioè la zecca dei boschi): vive nell’erba alta, nei cespugli e nel sottobosco. La sua attività si concentra prevalentemente nei mesi caldi.

– Rhipicephalus sanguineus (la zecca del cane): colpisce gli amici a quattro zampe ma vive anche nelle cataste di legname o negli ammassi di macerie edili.

Come avviene il morso

Grazie all’anidride carbonica emessa e al calore dell’organismo, le zecche avvertono la presenza di un animale o una persona e vi si insediano, conficcando il rostro (apparato boccale) nella cute per succhiare il sangue. Il morso è indolore perché questi acari rilasciano una sostanza ricca di anestetico. Generalmente rimangono attaccate all’ospite per un periodo che varia dai 2 ai 7 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente.

Il morso di solito è innocuo

Il morso della zecca non è di per sé pericoloso per l’uomo ed è molto raro avere conseguenze serie: i dati raccolti dal Ministero della Salute parlano di un migliaio di casi in dieci anni. I rischi sanitari dipendono dalla possibilità di contrarre infezioni trasmesse da questi animali in qualità di vettori: per questo motivo, se dovessero comparire eruzioni cutanee, gonfiore, febbre, ingrossamento dei linfonodi, debolezza diffusa e stanchezza inspiegabile bisogna recarsi tempestivamente al pronto soccorso.

Le malattie trasmesse
dal morso delle zecche

Le patologie infettive veicolate da zecche che presentano una certa rilevanza nel nostro Paese sono principalmente:

Malattia di Lyme. È causata da un microrganismo, la Borrelia Burgdorferi, che si può trovare nell’intestino della zecca, dove si moltiplica, raggiungendo poi anche le ghiandole salivari. Ha tre fasi: nella prima abbiamo sintomi localizzati come un eritema tondeggiante che si allarga progressivamente schiarendo nella zona centrale fino a formare una immagine ad anello. La seconda fase può essere accompagnata da sintomi generali quali febbre, brividi, stanchezza e malessere. La terza può essere persistente, con sintomi che possono andare avanti anche molto a lungo. Gli antibiotici funzionano bene nelle prime due fasi.

– Febbre bottonosa. Si manifesta con un rash cutaneo su tutto il corpo con una chiazza nerastra nel punto in cui la zecca ha morso. Può essere pericolosa perché può dare una vasculite, cioè un’infiammazione dei vasi sanguigni, che potrebbe colpire anche le coronarie con gravi conseguenze. Anche in questo caso la cura è antibiotica.

Rimozione della zecca:
cosa fare

Ecco le procedure da seguire per la rimozione corretta di una zecca:

– La zecca deve essere afferrata con una pinzetta a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle, e rimossa tirando dolcemente. Durante la rimozione bisogna prestare la massima attenzione a non schiacciare il corpo della zecca, per evitare il rigurgito che aumenterebbe la possibilità di trasmissione di agenti patogeni.

Disinfettare la cute prima e dopo la rimozione della zecca con un disinfettante non colorato.

– Evitare di toccare a mani nude la zecca nel tentativo di rimuoverla, le mani devono essere protette con guanti e poi lavate.

– Spesso il rostro rimane all’interno della cute: in questo caso deve essere estratto con un ago sterile. Distruggere la zecca, possibilmente bruciandola.

– Dopo la rimozione effettuare la profilassi antitetanica.

Annotare la data di rimozione e osservare la comparsa di eventuali segni di infezione nei successivi 30-40 giorni per individuare la comparsa di eventuali segni e sintomi di infezione.

Rimozione della zecca:
cosa non fare

Non utilizzare mai per rimuovere la zecca: alcol, benzina, acetone, trielina, ammoniaca, olio o grassi, né oggetti arroventati, fiammiferi per evitare che la sofferenza indotta possa provocare il rigurgito di materiale infetto.

Prevenzione

Esistono alcune precauzioni per ridurre significativamente la possibilità di venire a contatto con le zecche, o perlomeno per individuarle rapidamente, prima che possano trasmettere una malattia.

– Indossare abiti chiari (rendono più facile l’individuazione delle zecche), coprire le estremità, soprattutto inferiori, con calze chiare (meglio stivali), utilizzare pantaloni lunghi e preferibilmente un cappello.

Evitare di toccare l’erba lungo il margine dei sentieri, non addentrarsi nelle zone in cui l’erba è alta.

– Al termine dell’escursione, effettuare un attento esame visivo e tattile della propria pelle, dei propri indumenti e rimuovere le zecche eventualmente presenti. Le zecche tendono a localizzarsi preferibilmente sulla testa, sul collo, dietro le ginocchia, sui fianchi.

– Trattare i cani con sostanze acaro repellenti prima dell’escursione.

Spazzolare gli indumenti prima di portarli all’interno delle abitazioni.

TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE

Sai cos’è la malattia di Lyme?

Ti ha morso una vipera? Ecco cosa devi fare

Animali domestici e pulci: come tenere lontani i parassiti

Leishmaniosi: contagio, sintomi e prevenzione

 

 

 

 

 

 

 

Chiedi un consulto di Infettivologia