Malaria: si curerà con il dentifricio?

Malaria e dentifricio

Clamorosa scoperta: un componente comune in molte paste per lavarsi i denti impedirebbe la riproduzione del parassita della malaria

Il triclosan, un ingrediente contenuto nel dentifricio, è una potente arma per combattere la malaria, anche nella versione che resiste ai farmaci attuali. La notizia arriva dall’Università di Cambridge, in Gran Bretagna.

La trasmissione della malaria 

Il contagio avviene quando una zanzara infetta punge una persona, trasferendo i parassiti nel suo sangue attraverso la saliva. I parassiti raggiungono poi il fegato, dove crescono e si riproducono. Una volta “maturi” i parassiti entrano nei globuli rossi. Da qui si diffondono nel corpo, con conseguenze che possono essere mortali. Ancora oggi la malaria uccide più di mezzo milione di persone all’anno.

L’allarme dell’OMS

L’Organizzazione Mondiale della Salute ha espresso grande preoccupazione. Un ceppo di malaria risulta capace di resistere ad alcuni farmaci normalmente utilizzati contro la malaria.

I risultati del nuovo studio 

Ora questa nuova ricerca ha confermato che il triclosan abbia la capacità di bloccare l’azione dell’enoil-reduttasi (Enr), un enzima coinvolto nella produzione di acidi grassi. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Scientific Reports. Gli scienziati sanno da tempo che il triclosan inibisce anche la crescita in coltura del parassita della malaria, e l’ipotesi era che ciò accadesse perché la sostanza colpisce l’Enr. Questo però è il primo studio a fare chiarezza.

Il ruolo del robot Eve 

I ricercatori per raggiungere i loro risultati hanno utilizzato Eve, uno “scienziato robot“, dotato di intelligenza artificiale. Eve è stata sviluppata da un’équipe di ricercatori delle università di Manchester, Aberystwyth e Cambridge proprio per automatizzare e accelerare la scoperta di nuovi farmaci.

Il parere degli esperti

«La ricerca di nuove medicine sta diventando sempre più urgente – sottolinea Steve Oliver del Cambridge Systems Biology Center e del Dipartimento di Biochimica dell’Università di Cambridge. Poiché il triclosan inibisce i due enzimi, secondo i ricercatori diventa ora possibile colpire il parassita sia nello stadio del fegato che in quello del sangue».

«La scoperta da parte del nostro collega robot Eve che il triclosan sia efficace contro la malaria offre una speranza di usarlo per sviluppare un nuovo medicinale. Sappiamo che il composto è sicuro e la sua capacità di colpire due momenti del ciclo di vita del parassita indica che si svilupperà difficilmente una resistenza» commenta la principale autrice del lavoro, Elizabeth Bilsland, ora assistente universitaria presso l’Università di Campinas, in Brasile.

 

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