Parkinson: tutto sulle terapie

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L'11 aprile è il Parkinson Day. La cura attuale e le terapie che stanno per arrivare. L'intervista a Leonardo Lopiano, professore di Neurologia all'Università di Torino

La malattia di Parkinson è un disturbo del sistema nervoso centrale caratterizzato principalmente dalla degenerazione di alcune cellule nervose.

Il ruolo centrale della dopamina 

Queste cellule producono la dopamina, sostanza che trasmette messaggi ai neuroni in altre zone del cervello e che è indispensabile per il controllo dei movimenti automatici di tutto il corpo. Quando, a causa della progressione della malattia, il numero di neuroni produttori di dopamina si riduce di oltre il 50%, compaiono i sintomi del Parkinson. In Italia i malati sono circa 200.000, con circa 12.000 nuovi casi l’anno.

Cause

La comunità scientifica concorda nel ritenere che l’insorgenza del Parkinson dipenda sia da una componente genetica sia da una ambientale. È possibile che in alcune aree particolarmente inquinate (dove si utilizzano pesticidi, erbicidi tipo paraquat, idrocarburi o altre sostanze in grado di indurre parkinsonismo) la prevalenza della malattia sia maggiore.

Diagnosi

In prima battuta si basa sulla storia clinica del paziente e sull’esame neurologico eseguito durante la visita. Poi si eseguono esami come la risonanza magnetica nucleare e una tecnica per neuroimmagini, la Spect con il tracciante DatScan, che permette di quantificare l’attività dopaminergica residua. Per il completamento diagnostico esiste la tomografia ad emissione di positroni (Pet). Infine, i test farmacologici a base di sostanze dopaminergiche a rapido assorbimento che consentono di valutare il miglioramento motorio segno di una buona risposta recettoriale.

Terapie

A oggi non esistono cure in grado di sconfiggere definitivamente la malattia, ma strumenti per migliorare i sintomi. Il principale farmaco è la levodopa che ha dimostrato di essere un ottimo trattamento da somministrare già all’esordio della malattia. Come la levodopa, ci sono altri farmaci in grado di sostituirsi alla dopamina mancante.

Terapia naturale 

Sempre uno studio condotto nei Paesi in via di sviluppo ha permesso di scoprire una terapia naturale: la mucuna pruriens, un particolare legume i cui semi contengono un’alta concentrazione di levodopa (questa terapia, per uso umano, non è ancora disponibile in Italia).

La stimolazione cerebrale profonda

Quando la terapia farmacologica non basta più, di solito dopo 15 anni dall’esordio della malattia, si può ricorrere alla stimolazione cerebrale profonda, una sorta di pacemaker che emette piccole quantità di energia elettrica in un’area precisa del cervello modulando l’attività dei neuroni coinvolti nel movimento. Infine, può essere di grande aiuto anche il trattamento riabilitativo e attività fisiche come Pilates, yoga e Tai chi.

Francesco Bianco

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