Come si vive con un rene solo?

Quale stile di vita deve adottare chi è stato sottoposto a nefrectomia? Quali sono i valori da tenere sotto controllo?

Dopo la nefrectomia

Abbiamo approfondito l’argomento con l’esperto di Ok Carmine Zoccali, presidente dell’European Renal Association and European Dialysis and Transplantation Association (ERA-EDTA) per il triennio 2017-2020. Ha pubblicato oltre 600 lavori scientifici e ha un Hirsh Index (Google Scholar, 2 dicembre 2017) di 86. Puoi chiedergli un consulto qui

Rischi di perdere la funzione
del rene superstite

La nefrectomia si applica o per asportare reni malati (per cancro o  anomalie  congenite  o  acquisite severe) o per  donazione  d’organo.

Per donazione d’organo

Per quanto riguarda la nefrectomia effettuata per donazione d’organo, il rischio di perdere la funzione del rene superstite è basso, almeno in termini assoluti. Studi recenti hanno permesso di stabilire che nel corso di tutto l’arco esistenziale, solo 90 donatori di rene su 10.000 perdono  la  funzione del rene superstite e hanno necessità di fare la dialisi. Questo basso numero è comunque circa sei volte più elevato rispetto a quello della popolazione generale con la stessa età e sesso (14 per 10.000 persone).

Per malattia del rene 

Nei pazienti in cui la nefrectomia è effettuata per malattie del rene, il rischio a lungo termine dipende da vari fattori. I principali sono la disfunzione renale (misurabile con la Filtrazione Glomerulare calcolata in base  alla creatininemia) e i segni di danno renale prima della nefrectomia (presenza di proteine nelle urine e/o altre alterazioni urinarie come presenza di globuli  rossi, globuli bianchi o cilindri). Come nei donatori di rene, il rischio della nefrectomia effettuata per malattie del rene è basso nelle persone che hanno una buona funzione renale prima della nefrectomia e che non hanno segni di danno renale.

Il regime alimentare da seguire 

Nelle persone che dopo la nefrectomia hanno una filtrazione renale superiore a 60 ml/min e che non hanno segni di danno renale, è raccomandabile una vita sana che prevenga il sovrappeso, l’obesità e l’ipertensione. Per questo si raccomanda una dieta normo-calorica con un apporto di sale inferiore a 5 grammi al giorno. Non ci sono raccomandazioni particolari riguardo all’apporto idrico che deve essere adeguato all’attività fisica e alle stagioni.

Attività fisica da evitare

Sono da evitare gli sport ad alto impatto (ad esempio rugby o calcio americano) che possono esporre a traumi addominali e quindi al rischio di traumi al rene superstite. La corsa, il nuoto, il trekking richiedono solo un’attenta idratazione per compensare le perdita di acqua con il sudore.

Valori da tenere sotto controllo

Basta controllare la pressione arteriosa con una certa frequenza (diciamo una volta al mese) e periodicamente (una volta all’anno) l’esame delle urine e la creatinina. Ovviamente i controlli dovranno essere più frequenti e personalizzati in chi ha segni di disfunzione o di danno renale.
In genere le persone sottoposte a nefrectomia sono più medicalizzati della popolazione generale e in genere fanno una vita più sana dei loro coetanei. Per questo il loro rischio d’ipertensione è solo marginalmente più alto. La dieta iposodica e la prevenzione del sovrappeso e dell’obesità sono le migliori misure per prevenire l’ipertensione nelle persone mono-rene.

Chi è nato con un rene solo

L’agenesia renale unilaterale, cioè nascere con un solo rene, ha una frequenza di 1 su 2.000 nascite. Di solito la scoperta è accidentale nel corso di ecografie effettuate prima della nascita o per infezioni delle vie urinarie in età pediatrica. Nella maggioranza  dei casi l’agenesia renale è asintomatica e non comporta rischi, in quanto l’altro rene va incontro a ipertrofia  compensatoria, cioè si ingrandisce fino a compensare quasi totalmente la  funzione del rene mancante. Tuttavia in circa un terzo  dei casi di agenesia renale si riscontrano simultanee alterazioni dell’apparato urinario come il reflusso vescico ureterale.

Quando aumenta il rischio 

In questi casi c’è un concreto rischio di progressione verso l’insufficienza renale. A parte i casi con concomitante reflusso vescico-ureterale, i pazienti con agenesia renale a rischio di perdita di funzione renale sono quelli che presentano una riduzione più o meno marcata della filtrazione renale al momento della diagnosi e/o che hanno albumina nelle urine e/o pressione arteriosa alta.

Eliana Canova

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