Colpo di frusta: sai per quanto tempo puoi tenere il collare?

In seguito a un urto violento, spesso provocato da un tamponamento, il rachide cervicale può subire una lesione. L'ortopedico spiega quali disturbi si possono verificare e in che modo si cura

Cos’è il colpo di frusta

«Il colpo di frusta, che in gergo medico viene chiamato distorsione del rachide cervicale, è un evento traumatico che interessa la parte alta della colonna verticale» spiega Alfonso Giubilato, Vice direttore dell’U.O. di Ortopedia dell’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano. «Può insorgere in seguito a un brusco movimento del capo e, seconda dell’entità dell’urto subito, le lesioni possono variare e coinvolgere diversi componenti, cioè ossa, legamenti, dischi intervertebrali, nervi, muscoli».

Quando si verifica

«L’evento che più frequentemente provoca questo tipo di lesione è il tamponamento posteriore. In questo caso accade che una persona all’interno dell’auto riceve un colpo più o meno violento, il suo corpo viene spinto bruscamente in avanti mentre il capo rimane appoggiato sulla parte alta del sedile: ecco, dunque, che si verifica un’iperestensione della testa rispetto al resto del corpo. Però successivamente, per una questione di inerzia, quando la macchina rallenta, il capo, che è più libero del tronco, viene proiettato velocemente in avanti. Questi movimenti inusuali scatenano il cosiddetto colpo di frusta» racconta lo specialista. «Anche l’incidente frontale o la pratica sportiva (come boxe e karate) possono determinare questa problematica».

Sintomi

In base all’entità del trauma, possiamo avere una sintomatologia diversa. «I disturbi più comuni sono il dolore e la rigidità del collo, spesso associati a mal di testa e fastidio che si irradia verso le spalle. Quando l’urto è particolarmente violento, si possono verificare anche vertigini, forte emicrania, mal di schiena, dolore al braccio che si irradia fino alla mano con formicolio. Nei giorni successivi la vista può essere offuscata, si ha ronzio alle orecchie, problemi di concentrazione e di memoria, disturbi del sonno, nausea, vomito, irritabilità» continua Giubilato.

Diagnosi

«Inizialmente si fa una valutazione clinica per verificare le condizioni del paziente nell’immediato poi si procede con un controllo radiografico per vedere se la parte scheletrica della colonna cervicale ha subito dei danni lesionali. Si può avere la rettilineizzazione della colonna vertebrale (la porzione cervicale non ha più la sua naturale curvatura in avanti, ma è diventata dritta), che è uno dei segni classici del colpo di frusta. Successivamente, se la sintomatologia è persistente o addirittura peggiora, si possono fare anche la TAC e la risonanza magnetica».

Terapie

«Inizialmente la terapia consigliata contro il colpo di frusta prevede l’assunzione di un antidolorifico, magari associato a un miorilassante in grado di sciogliere la muscolatura contratta. Se durante la notte si fa fatica a dormire a causa del dolore, il medico può prescrivere un sedativo. È utile appoggiare una fonte di calore sulla parte interessata, come un panno caldo, una boule dell’acqua, un foulard, che contribuisce a rilassare i muscoli del rachide cervicale» suggerisce il dottore.

Il dilemma del collare

«Il collare può essere considerato “un’arma a doppio taglio”. Va usato solo un paio di ore al mattino e un paio di ore al pomeriggio, per pochissimi giorni. Se viene mantenuto per un periodo prolungato può provocare rigidità del collo e indebolimento dei muscoli: due problematiche per le quali il percorso riabilitativo successivo sarà molto più lungo del previsto».

Il riposo è utile 

«Il riposo è utile, certo, ma solo per i primi giorni. A lungo andare, infatti, limitando i movimenti del collo e del capo si rischia di indebolire la muscolatura» avverte Giubilato.

L’importanza della fisioterapia

«Dopo l’assunzione di antidolorifici e miorilassanti, terminata la fase acuta, si può procedere con un trattamento fisioterapico, che ha lo scopo di controllare il dolore, recuperare la funzionalità e ripristinare una corretta postura. Lo specialista, prima di intraprendere questo percorso riabilitativo, può mettere in atto delle termo-terapie (come ultrasuoni e tecar) per preparare la muscolatura a essere massaggiata e decontratta» spiega il medico.

Chiara Caretoni

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