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Angioplastica: ecco tutto quello che devi sapere

Se ne sta parlando molto dopo che i medici hanno affermato che Gigi Riva si è rifiutato di sottoporsi a questo intervento. Cos'è, come si procede, perché si fa e cosa bisogna fare dopo. Passo, passo la guida a questa operazione che salva molte vite ogni anno

L’angioplastica coronarica è un intervento chirurgico a cui si ricorre quando le arterie coronarie sono ostruite o ristrette e devono essere riaperte. L’operazione permette di migliorare la circolazione diretta verso il cuore.

Durante l’operazione i cardiochirurghi dilatano il vaso ostruito con un palloncino che viene gonfiato nel punto del restringimento. Spesso si applicano anche uno o più stent, cioè delle protesi metalliche cilindriche che sostengono la parete della coronaria, come un’impalcatura, e la mantengono aperta.

Gruppo San Donato

Come si svolge l’angioplastica

L’angioplastica si svolge in anestesia locale e consiste in due step principali.

  • Prima di tutto si inserisce, preferibilmente nell’arteria radiale (a livello del polso), un sottile catetere con un palloncino in punta che arriva al cuore. I medici osservano il suo percorso ai raggi X con una fluoroscopia.
  • Successivamente, si gonfia il palloncino per comprimere la placca contro la parete del vaso sanguigno, incrementando il diametro del vaso e quindi il flusso di sangue. In questa fase si può applicare uno stent per ridurre la possibilità di riformazione di un restringimento in quel punto. Lo stent garantisce un lume coronario più ampio, un miglior flusso di sangue ed è perfettamente compatibile con il corpo umano.

Vantaggi e rischi

L’angioplastica consente di ripristinare il normale calibro del vaso malato (ristretto o occluso) per consentire al flusso di sangue di tornare a una condizione il più possibile vicino alla normalità.

Tra i rischi che si possono correre ci sono:

  • sanguinamenti o ematomi (che possono verificarsi attorno all’area dell’incisione mediante cui il catetere è stato inserito),
  • molto raramente un coagulo di sangue potrebbe bloccare l’apporto sanguigno al distretto vascolare trattato,
  • la parete dell’arteria potrebbe risultare indebolita. Questo problema può essere trattato quasi sempre dal medico radiologo durante l’angioplastica, mentre altre volte può essere necessario un intervento chirurgico,
  • in rarissimi casi, infine, può presentarsi una reazione al mezzo di contrasto.

Fra le possibili complicanze gravi c’è l’occlusione improvvisa dell’arteria e la formazione di una nuova stenosi.

Post-operatorio

Dopo un intervento di angioplastica, il paziente deve rimanere a letto per un periodo compreso tra le 12 e le 24 ore. Solitamente la dimissione dall’ospedale avviene non prima del giorno successivo all’intervento.

Spesso, dopo il ricovero viene prescritto al paziente un trattamento a base di aspirina per evitare il rischio di trombosi. È bene che i fumatori smettano di fumare e che le persone in sovrappeso migliorino l’alimentazione riducendo il colesterolo e i grassi saturi. Dopo un intervento di angioplastica, infine, farebbe bene aumentare la quantità di esercizio fisico e svolgerlo regolarmente.

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Francesco Bianco

Giornalista professionista dal 1997, ha lavorato per il sito del Corriere della Sera e di Oggi, ha fatto interviste per Mtv e attualmente conduce un programma di attualità tutte le mattine su Radio LatteMiele, dopo aver trascorso quattro anni nella redazione di Radio 24, la radio del Sole 24 Ore. Nel 2012 ha vinto il premio Cronista dell'Anno dell'Unione Cronisti Italiani per un servizio sulle difficoltà dell'immigrazione. Nel 2017 ha ricevuto il premio Redattore del Gusto per i suoi articoli sull'alimentazione.
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