Alopecia: il laser funziona contro la caduta dei capelli

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La fototerapia riduce l'infiammazione del cuoio capelluto ridando vitalità ai bulbi piliferi

Facendo zapping da un canale all’altro, vi sarà probabilmente capitato di vedere una curiosa televendita che propone un’avvenieristica spazzola al laser per rinfoltire i capelli falcidiati dall’alopecia androgenetica, un problema di natura ereditaria e ormonale che può colpire sia uomini che donne fin dall’adolescenza.

Il dispositivo non ha nulla a che vedere con le spade laser di Star Wars, ma promette un aumento della crescita dei capelli nel giro di sei mesi. Basta poi fare una rapida ricerca sul web per vedere che di questi apparecchi ne esistono parecchi, e che da qualche tempo hanno scatenato un vero dibattito tra i pazienti, divisi tra chi dice di non aver avuto risultati e chi invece grida al miracolo. La domanda, dunque, sorge spontanea: la luce può davvero aiutare la ricrescita dei capelli? Cosa dicono gli studi clinici sulla cosiddetta fototerapia?

Lo abbiamo chiesto al professor Santo Raffaele Mercuri, primario dell’Unità di Dermatologia e Cosmetologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano.

La fototerapia può essere d’aiuto contro la caduta dei capelli?

Assolutamente sì, se viene effettuata con macchinari appropriati sotto la supervisione di un medico esperto.
A dire la verità, queste spazzole per la fototerapia fai-da-te che vediamo in tv e sul web mi lasciano un po’ perplesso: se la loro efficacia non è dimostrata con solide prove scientifiche, possono essere considerate alla stregua di giocattoli.

Come agisce la fototerapia?

Il trattamento si basa sull’impiego di raggi UVB a banda stretta: queste radiazioni, simili a quelle del sole, vengono impiegate in maniera più mirata e sicura, direzionando i pacchetti di energia solo sulle aree della cute che devono essere stimolate. Nelle forme di alopecia che hanno una base infiammatoria, la luce esercita una doppia azione: innanzitutto ha un effetto immunomodulante, induce cioè il suicidio delle cellule del sistema immunitario (i linfociti T citotossici) che distruggono i bulbi piliferi; in secondo luogo, ha un effetto rigenerante, che stimola le cellule dei follicoli ancora presenti e vitali.

In quali casi è indicato il trattamento?

La fototerapia è particolarmente indicata per i casi di alopecia areata cronica, caratterizzata da una reazione infiammatoria che colpisce follicoli piliferi e unghie. Interessa il 2% della popolazione, soprattutto giovani adulti che vedono comparire all’improvviso delle chiazze (grandi pochi millimetri o alcuni centimetri) completamente prive di capelli o peli. Buoni risultati possono essere ottenuti anche nell’alopecia androgenetica, purché sia ancora ad uno stadio iniziale: la luce laser, infatti, agisce solo su bulbi piliferi vitali e non cicatrizzati. Infine, possono sottoporsi al trattamento i pazienti con telogen effluvium, caratterizzato da una significativa perdita di capelli (generalmente dopo un forte stress psico-fisico) e i pazienti colpiti da lichen scleroatrofico, una malattia infiammatoria autoimmunitaria con andamento cronico-recidivante.

Come viene effettuata la fototerapia? Quante sedute bisogna fare?

Il trattamento viene fatto grazie ad uno speciale laser a eccimeri, che in dermatologia viene utilizzato anche per la psoriasi e la vitiligine. Il macchinario emette un raggio di luce, con una lunghezza d’onda di 308 nanometri, sotto forma di impulsi ad alta intensità. La seduta, di per sé, dura pochi minuti. Il trattamento generalmente dura sei mesi, con una o due sedute settimanali a seconda delle esigenze. I primi risultati si iniziano a vedere dopo una ventina di trattamenti.

Che risultati si ottengono?

Non mi piace dare numeri a casaccio: i risultati possono variare in base alla patologia che andiamo a trattare e alla risposta del singolo paziente. In genere, comunque, la fototerapia consente di aumentare la quantità e soprattutto la qualità dei capelli, che migliorano anche da un punto di vista strutturale diventando più robusti, elastici e resistenti. Va inoltre ricordato che la fototerapia da sola non basta: io in genere suggerisco degli integratori naturali contenenti zinco, vitamine del gruppo B, acetilcisteina, vitis vinifera, verbascoside e altri elementi preziosi per la salute del capello. Quando necessario, viene affiancata anche una terapia farmacologica.

I risultati sono duraturi?

In alcuni casi sì, in altri casi invece bisogna ripetere il trattamento a distanza di qualche tempo, perché comunque le cause genetiche ed ereditarie della malattia tendono a riprendere il sopravvento.

Elisa Buson

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