Salute

Alluce rigido: ecco come affrontarlo

Quali sono i sintomi? Come si fa la diagnosi? Devo per forza operarmi? Ci sono terapie alternative? Tutte le risposte dell'esperto

«Quella dell’alluce rigido è una malattia artrosica di tipo degenerativo, che colpisce l’articolazione metatarso-falangea prima, cioè quella che collega l’alluce al piede e consente una piena libertà di movimento a entrambi» spiega Umberto Alfieri Montrasio, responsabile dell’unità specialistica piede e caviglia all’Irccs Istituto ortopedico Galeazzi di Milano. A volte può essere confusa con una tendinite o una tendinopatia, ma in questo caso è la cartilagine e non il tendine a essere sotto stress.

Quali sono i sintomi?

Se le cartilagini di questa struttura si usurano, si manifestano disturbi di diversa entità.

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  • Inizialmente si avverte un fastidio sopportabile alla base del primo dito (fase chiamata «functional hallux limitus»).
  • Poi si constata un aumento del discomfort (fase «hallux limitus»).
  • Infine, oltre a una conclamata rigidità e a un’infiammazione articolare, insorge anche un forte dolore (fase «hallux rigidus»), che persiste a riposo, in stazione eretta e durante il cammino.
  • Spesso, in seguito al consumo della cartilagine e all’attrito dei due capi articolari, può formarsi uno sperone d’osso (la cosiddetta «cipolla») sulla superficie dorsale dell’alluce, che non solo è dolorosa, ma crea anche un ostacolo alla calzatura.

Quali sono le cause? 

  • L’alluce rigido è molto diffuso tra gli atleti e i ballerini che, per tutta la vita, sottopongono il piede e le dita a stimoli meccanici anomali (come, ad esempio, stare per ore sulle punte).
  • Tuttavia, può essere causato anche dalla conformazione anatomica personale (per esempio, in presenza di un piede piatto).
  • È anche soggetto a questa patologia chi ha subito un trauma con frattura del primo osso metatarsale o della falange basale dell’alluce.

Diagnosi

Oltre a un’accurata anamnesi e a un’indagine clinica precisa, lo specialista richiede una radiografia di ambedue i piedi in stazione eretta, esame di per sé sufficiente per fornire una risposta certa e valutare l’entità del danno a carico dell’articolazione.

Quali sono le terapie?

Nella fase «functional hallux limitus», cioè quando si avverte solo un fastidio a livello del primo dito del piede, l’utilizzo di un plantare ortopedico personalizzato potrebbe alleviare il disturbo e ritardare l’insorgenza dell’«hallux rigidus». Questo trattamento potrebbe essere coadiuvato da una terapia farmacologica antinfiammatoria.

Chirurgia

Nei casi più severi, invece, ci si deve sottoporre a un intervento chirurgico, che varia in base all’entità della patologia ma che si può eseguire in day hospital e in anestesia locoregionale.

  1. Pulizia dell’articolazione (cheilectomia). Consiste nell’asportazione degli speroni articolari comparsi sulla superficie dorsale e mediale e che contribuiscono a limitare la mobilità. Si tratta di un intervento relativamente poco invasivo. È riservato ai casi moderati di alluce rigido e ai pazienti con basse richieste funzionali, e consente di ripristinare la funzionalità dell’articolazione.
  2. Osteotomia del primo metatarsale. Poiché i due capi articolari sfregano l’uno sull’altro producono un danno cartilagineo. Il chirurgo esegue un taglio dell’osso metatarsale primo, lo accorcia e crea spazio in modo che l’attrito e l’infiammazione si riducano. Questo intervento si esegue nei casi di alluce rigido di media entità.
  3. Artrodesi metatarso-falangea. È l’operazione chirurgica più frequente e consiste nel bloccare l’articolazione tra il primo metatarso e la prima falange dell’alluce, fondendole in un unico osso, mediante l’asportazione minima dei capi articolari e l’utilizzo di viti. In questo caso il dolore scompare, ma la mobilità, già compromessa dallo stato avanzato della malattia, non è più recuperabile.

Dopo l’intervento

Dopo ogni tipo di intervento chirurgico bisogna indossare una scarpa ortopedica per quattro settimane e tenere a riposo il piede (significa astenersi da lunghe passeggiate o rimanere per molto tempo in stazione eretta), nonostante si possa camminare normalmente. Si può comunque riprendere poi a praticare sport per mantenersi in forma: quelli più indicati sono la camminata leggera, la bicicletta e il nuoto.

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