L’insonnia dei nonni? Colpa dell’evoluzione

L'insonnia dei nonni è colpa dell'evoluzione

Lo dimostrano le tribù primitive, dove giovani e anziani hanno orari di riposo sfasati affinché ci sia sempre qualcuno sveglio a vigilare sulla comunità

Luca ha 20 anni, la sera ama uscire con gli amici e fare tardi. Va a letto intorno alle due e la mattina non si sveglia neanche con le cannonate. I genitori cinquantenni, Antonio e Stefania, sono decisamente più regolari. Vuoi per la stanchezza, vuoi per gli impegni di lavoro, la sera si coricano alle 23 e per la mattina puntano la sveglia alle 7. Nonna Maria, superata ormai la soglia degli 80 anni, va a letto con le galline, la notte si risveglia spesso, e la mattina si alza ancora prima del sole, lamentandosi di aver dormito poco e male. Tre generazioni sotto lo stesso tetto, tre schemi di riposo completamente diversi. Vi siete mai chiesti perché?

Come una tribù

La risposta ce la danno le tribù africane della popolazione Hazda, in Tanzania, formate da cacciatori e raccoglitori. Ancora oggi vivono seguendo i ritmi naturali come hanno fatto i nostri antenati per migliaia di anni prima dell’avvento dell’agricoltura e dell’allevamento. Gli Hazda vivono in comunità di 20-30 persone. Durante il giorno, uomini e donne si separano per portare avanti le loro attività quotidiane, come cacciare e raccogliere frutti e miele nella savana. La sera, giovani e anziani si riuniscono per dormire insieme, all’aperto vicino al focolare, oppure all’interno delle capanne costruite con rami e frasche intrecciate.

Lance, frecce e bracciali hi-tech

Per studiare nel dettaglio le loro abitudini notturne, i ricercatori statunitensi della Duke University hanno chiesto a 33 Hazda (sia uomini, sia donne tra i 20 e i 60 anni) di indossare un braccialetto digitale per 20 giorni, in modo da registrare ogni movimento fatto minuto per minuto.

I dati così raccolti dimostrano che gli Hazda non dormono quasi mai in maniera sincronizzata. La maggior parte si corica intorno alle 22 e si alza alle 7 del mattino. Alcuni dormono già alle 20 e si svegliano alle 6 del mattino. Altri ancora restano svegli fino alle 23 e poi dormono fino alle 8 del giorno successivo. Durante il riposo hanno frequenti risvegli per rigirarsi nel giaciglio, fumare o accudire i bambini che piangono.

Sempre all’erta sto

In totale, su 220 ore di osservazione, gli Hazda hanno dormito simultaneamente per soli 18 minuti: generalmente più di un terzo del gruppo resta sveglio o assopito in un sonno leggerissimo. Questo comportamento potrebbe spiegare perché non usano sentinelle di guardia: semplicemente non ne hanno bisogno, perché nel gruppo c’è sempre qualcuno che resta sveglio a turno per vigilare sugli altri.

Insonnia evolutiva

I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, sono i primi a descrivere negli umani questo comportamento, che finora era stato osservato solo nel regno animale e che probabilmente si conserva ancora in noi, “mascherato” da insonnia. «Molti anziani vanno dal dottore lamentandosi perché si svegliano presto e non riescono a riaddormentarsi, ma a quanto pare potrebbero non aver nulla fuori posto», sottolineano i ricercatori. «Probabilmente alcuni problemi di salute che abbiamo oggi potrebbero non essere delle malattie vere e proprie, ma un retaggio della nostra evoluzione passata».

Elisa Buson

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