Non accettarsi

    DOMANDA

    Salve dottor Mian, le espongo il mio problema.
    Ho 19 anni, e da piu o meno 8-9 anni ho problemi relazionali, sono chiuso, insicuro, introverso ecc.
    Questo, in buona parte poiche’ fin da bambino sono stato molto magro, e l’ho sempre vissuto come un fallimento o una situazione di inferiorita, unita ad altri problemi fisici, come cifosi ( ho portato il busto) mi hanno chiuso ancora di piu.
    Da un anno e mezzo ho fatto psicoterapia, ma non e’ cambiato nulla. Nel corso degli anni, ho sviluppato una ossessione, su questo tema, progettando come migliorarmi, andando in palestra, cosa che all’atto pratico non riesco a fare, poiche’i miei problemi relazioni, la solitudine, e la magrezza stessa mi fanno avere disturbi alimentari, nel senso che ho una scarsa appetenza e molte cose per una questione di schifo non le mangio, o comunque non ho un buon rapporto col cibo, nel senso che anche quando ho fame, a causa di queste fisse sul cibo, non so che mangiare e quindi resto a digiuno.
    Tuttavia, l’ossessione sul fisico resta, e’ oramai un anno almeno che ci penso tutti i giorni, molto spesso. A seguito del fallimento della precedente psicoterapia, sto vedendo uno psichiatra/psicologo, che mi sta facendo psicoterapia da due mesi, ma ancora nemmeno un acceno di miglioramento. Che devo fare per risolvere i miei disturbi alimentari correlati a stress e ansia, e andare in palastra per essere piu sicuro di me?
    grazie Fabio94

    RISPOSTA


    Gentile Fabio,
    ho letto la sua mail e se ha parlato apertamente con i colleghi, come ha fatto con me ora, si tratta solo di trovare una diversa strada.

    Ad ora, non sembrano essere stati compresi e condivisi i motivi e le modalità della sua rigidità strategica nel gestire il disagio ed il rapporto con il cibo.

    Mi riferisco, da quanto mi riferisce, alle varie ossessioni e all’utilizzo del cibo che sembra non essere stato gestito adeguatamente dai precedenti trattamenti.

    E’ proprio sicuro che pensare al corpo serva a qualcosa e che sia quello l’impedimento ad aprirsi al mondo?

    Sono domande che dovra’ discutere con i colleghi e che, se le pone qui, fatica a condividere o ad avere risposte esaustive da loro.

    Scelga quindi uno psicologo che abbia esperienza comprovata con casi come il suo altrimenti e soprattutto con il quale senta di poter condividere e lavorare insieme sul suo problema, potendone parlare apertamente altrimenti perdera’ solo tempo e speranza.


    Le auguro ogni bene.

    Emanuel Mian