Disturbi alimentari ed evento traumatico

    DOMANDA

    salve dottor Mian,
    spero davvero di ricevere una sua risposta.
    sono una ragazza che purtroppo quando era piccola ha subito una terribile esperienza col suo corpo, qualcuno ha rubato la mia innocenza.
    l’ho sempre tenuto dentro, l’ho solo raccontato al mio attuale ragazzo.
    il fatto è che non ho superato il trauma, credo.
    ho dei continui problemi con il mio corpo. dicimamo pure che mi faccio schifo. dalla prima media ho problemi con il cibo. io associo questo tipo di problema a questa brutta esperienza. anche se so che potrebbe essere semplicemente un fatto di vanità. mi dicono spesso che sono una bella ragazza con un bel corpo ma ciò mi fa sentire ancora più male.. non credo che qualcuno capirebbe. sto cercando di sistemare la mia vita. chiarire con un padre che è sempre mancato e di organizzarmi un futuro. ma ancora non sono serena. mi chiedo se lo sarò mai.
    lei sarà sicuramente impegnato, ma spero davvere in una sua risposta. vorrei solo avere un consiglio su come affrontare, e andare finalmente avanti, questo ricordo.
    mi sento incompleta. vorrei solo parlarne con qualcuno che potrebbe veramente capire il mio stato d’animo e che soprattutto mi prenda seriamente. non riesco a trovare un equilibrio. da una parte varrei raccontare tutta la mia storia.. ma non mi sento ancora pronta. spero mi possa aiutare, o anche solo consigliarmi.
    attendo una risposta e la saluto.
    buona giornata.

    RISPOSTA


    Cara ragazza,
    la ringrazio per aver condiviso con me ed i nostri lettori questo doloroso e triste momento della sua vita che sicuramente è difficile da raccontare e da rievocare.

    I disturbi alimentari e dell’immagine corporea (il non piacersi, accettarsi o percepirsi diversamente da come si appare davvero) hanno sempre una spiegazione.

    Un evento traumatico come la violazione di cui lei mi parla ha, anche in bibliografia scientifica, spesso correlazione con tali problematiche.

    Quasi una sorta di “difesa” che automaticamente applichiamo per proteggerci da eventuali nuovi attacchi alla nostra integrita’ che un tempo ci è stata rubata.

    Talvolta, l’ossessione verso il corpo e l’uso smodato o limitato di cibo nascondono un bisogno di “pensare ad altro”, di spostare l’attenzione, quasi fossero dei distrattori naturali.

    Perche’ il ricordo fa male.

    Non cada in questo tranello.

    All’inizio puo’ darle sollievo, mentre a lungo andare puo’ essere una trappola difficile da togliere.

    Affronti il reale problema magari anche con uno psicologo che le ispiri fiducia e le sembri parlare con il cuore e che rispetti i suoi tempi se non vorra’ subito raccontarsi.

    Nell’ambito quotidiano, si fidi quando le fanno un complimento sulla sua persona (non esiste solo il suo corpo e lei lo sa) e cerchi di vedere criticamente alle critiche che le vengono mosse.

    Accettarsi inizia anche dall’approvarsi e dal migliorarsi.

    Mi dice che lei sta male quando le fanno dei complimenti, e questo è assolutamente normale.

    Come puo’ fidarsi e compiacersi di cio’ che le viene detto riguardo il suo aspetto se lo percepisce come una nuova minaccia?

    Parlarne con suo padre ed il suo ragazzo, ovviamente due persone diverse e due rapporti diversi, rappresentano in questo momento un desiderio da parte sua di rimettere a posto tutti i “cassetti della vita”.

    Pensi alla sua giovane vita come una cassettiera.

    C’erano cassetti in alto, alcuni in basso, alcuni in ordine, altri in disordine, alcuni colorati, altri no, alcuni vuoti e altri ricolmi.

    Ora lei sente il bisogno di porvi ordine.

    Ascolti il suo istinto, si apra con chi è degno di questo e metta dei paletti con chi lei sente non pronto ad accogliere lei come Persona.

    Inizi da chi ha vicino, forse proprio da suo padre.

    Per lui, sara’ sempre sua figlia, indipendentemente da tutto cio’ che potrete dirvi e dai rancori che ancora, dalle sue parole, vi hanno tenuti lontani.

    Almeno sinora.

    Buona vita e se le va, mi tenga informato.

    Emanuel Mian