Stefania Sandrelli: felice anche in menopausa

Stefania Sandrelli parla di menopausa

«Le mestruazioni sono scomparse tra i 53 e i 54 anni. Ora ho molta più voglia di mangiare e meno di avere rapporti sessuali. Ma sto bene così»

«In un anno ho detto addio alla mia fertilità», racconta Stefania Sandrelli. «Ciclo ballerino e fine delle mestruazioni. Per una donna è una fase delicata, ho avvertito che il mio corpo si trasformava. Ora ho molta più voglia di mangiare e molta meno di avere rapporti sessuali. Ma non vuol dire che sia andata in pensione…».

«Sono entrata in menopausa fra i 53 e i 54 anni. Molto dolcemente. Nell’arco di quei 12 mesi in cui dicevo addio alla mia fertilità, le mestruazioni sono state un po’ ballerine: un mese sì, due no… E forse anche per questo, quando sono scomparse del tutto, non ho avuto i disturbi classici.
Mi rendo conto che le donne in menopausa che mi stanno leggendo faranno un balzo sulla sedia. Ero l’invidia delle mie coetanee: niente vampate, sbalzi d’umore o insonnia.
Comunque sia, è una fase delicata per una donna, il corpo si trasforma. Così mi sono fatta seguire dal mio medico curante e soprattutto da mio figlio, Vito Pende, che è un chirurgo e mi conosce meglio di tutti. Hanno valutato la possibilità di prescrivermi estrogeni o terapie sostitutive. Ma visto che stavo bene non l’hanno ritenuto necessario.
Il buon umore è rimasto in questi anni dalla menopausa. L’unica cosa che devo tenere sotto controllo è la gola! Mi piace mangiare, mi piacciono i gelati e i dolci e mentre prima potevo permettermi trasgressioni senza conseguenze, ora tendo a ingrassare e mi obbligo a qualche rinuncia. Per fortuna l’età mi ha resa più saggia: sono capace di controllare meglio i miei comportamenti e di saltare il dolce a fine pasto senza drammi.

Disperata? No, anzi: sul set è una fortuna
Io sono stata fortunata, perché non ho avuto scompensi fisici. Però credo che mi abbia aiutata l’aver affrontato con serenità questo cambiamento del mio corpo. Per esempio, io non mi sono mai sentita spacciata, o invidiosa delle mie amiche ancora fertili. Anzi, quando mia figlia mi dice che sta lavorando durante il ciclo soffro con lei.
Credetemi, quando sono sparite le mestruazioni mi sono sentita felice: finalmente avrei avuto un problema in meno durante le riprese. Per un’attrice sono un impiccio non indifferente… Nei giorni in cui ce le avevo, sul set lo capivano tutti. Prima lo scopriva la sarta, le bastava misurare il girovita. Poi toccava alla truccatrice, che borbottava: «E come facciamo oggi a coprire queste occhiaie?».  A seconda delle scene, se ne accorgevano pure il regista e gli operatori di macchina. Ma al disagio psicologico aggiungevo quello fisico: in quei giorni non era facile stare in piedi anche 12 ore di seguito e nascondere la stanchezza.

Il sesso? La menopausa ha modulato la mia attività…
Come la maggior la parte delle donne, ho avuto un calo della libido (per sapere come affrontarlo, leggi qui). Ma io, confesso, l’ho accolto con piacere. La passione è molto faticosa e per me è stato salutare avere un interesse per l’eros più moderato.
Non voglio dire che sono andata in pensione sessualmente o che ho raggiunto la pace dei sensi! Quando si presenta l’occasione so rispondere a tono, ma al contrario di quando ero giovane posso anche farne a meno. Ho vissuto in sintonia con mio marito questa maturità fisica: è cambiata la frequenza dei nostri incontri amorosi ma non l’intensità.
Nella vita privata come in quella professionale so adattarmi ai cambiamenti. Ho girato il film più erotico, La chiave, quando ero già una donna matura. Penso che, se me lo avessero proposto da ragazza, non avrei accettato quella parte, così come ora non rifiuterei di girare scene di nudo in un film bello e interessante. Dico sempre che potrei spogliarmi fino a 80 anni.
Il problema è che molti registi italiani sono convinti che una donna matura possa recitare solo parti di zie, nonne o suocere. Ma io sarei felice di interpretare ancora un ruolo di amante o di moglie appassionata. Nonostante la menopausa. Vi meravigliate? Allora vi dico anche un altro segreto: i miei figli.
Devo al rapporto con loro parte della mia serenità. Dopo che sono usciti di casa, mi hanno permesso di restare nella loro vita. E i miei nipotini mi riempiono di gioia ed evitano alla loro nonna la crisi del nido vuoto. Ora che l’ho passata, posso assicurarvi che la menopausa non è una malattia. È una fase della vita. Con i lati positivi e quelli negativi, come per l’adolescenza.
Finiscono le mestruazioni, non si possono avere più figli, cala la passione erotica. Ma io non mi crogiolo sulle cose che ho perduto. Penso a quanto ho guadagnato. All’amore e alle coccole che ancora posso regalare ai miei figli e a mio marito».
Stefania Sandrelli
testimonianza raccolta da Gianna Melis per OK La salute prima di tutto di luglio 2005

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L’APPROFONDIMENTO MEDICOSì agli ormoni ma con cautela 
La menopausa si presenta in genere fra i 50 e i 55 anni, con vampate di calore, sudorazione, palpitazioni, disturbi dell’umore, secchezza vaginale. E per alcune donne diventa un problema non facile da risolvere.
«La menopausa è l’involuzione naturale delle ovaie, che smettono di funzionare, cioè di rilasciare, circa ogni 28 giorni, uno o più ovociti», spiega Anna Maria Paoletti (puoi chiederete un consulto qui) professore associato di ginecologia e ostetricia all’Università degli Studi di Cagliari.
«Lo stop delle ovaie riduce quasi a zero anche la produzione di alcuni ormoni molto importanti, gli estrogeni», spiega l’esperta. E prima che l’organismo riesca ad adattarsi alla diversa situazione ormonale, possono verificarsi squilibri anche piuttosto seri, che rendono la vita difficile alle pazienti.
Un modo per evitare, o almeno per tamponare questi problemi, è quello di somministrare alla donna in menopausa gli ormoni che le mancano. Si tende a utilizzare questa prassi secondo schemi terapeutici che prevedono una serie di intervalli obbligatori fra un ciclo di farmaci a base di estrogeni e l’altro a basse dosi ormonali, perché si è visto che in alcuni casi l’uso prolungato degli estrogeni poteva accrescere il rischio di un tumore al seno.
Viene anche consigliata una mammografia di controllo da effettuare una volta all’anno e un’eventuale terapia a bassi dosaggi di tamoxifene, un farmaco con effetto antiestrogeno.

 

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