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Psicodermatologia: la pelle racconta i disturbi della mente

«La pelle “parla”, racconta di emozioni, stati d’animo e dolore che provano il nostro corpo e la nostra mente» afferma la dermatologa Anna Burroni che a Ok spiega cos'è la Psicodermatologia.

Psiche e dermatologia diventano una unica disciplina, la Psicodermatologia, che all’estero è una realtà clinica consolidata, da noi si sta diffondendo anno dopo anno. A Genova il 6 e 7 febbraio ci sarà il congresso della SIDEP – Società italiana di Psicodermatologia. Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo parlato con la professoressa Anna Burroni, dermatologa, Presidente della SIDEP, lavora presso la Clinica Dermatologica dell’Università di Genova. È docente di counseling presso la Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche dell’Università degli Studi di Genova. Nel 2010 ha pubblicato il libro ”La psoriasi un male antico”.

Psicodermatologia: che cosa è?

Gruppo San Donato

È un ampliamento e completamento della dermatologia. Unisce le competenze della psicologia a quelle della dermatologia, mettendo in relazione la mente con il corpo. In Italia questa disciplina è arrivata 18 anni fa, quando il professor Roberto Bassi, dermatologo e primario, ha organizzato i primi corsi di formazione a Venezia. A oggi è ancora poco conosciuta, infatti in tutto il Paese gli psicodermatologi sono appena otto, ma in Francia e in Germania è una pratica che fa parte integrante del protocollo clinico. La formazione prevede, oltre alla specializzazione in dermatologia, anche la formazione psicoanalitica.

Quale legame esiste tra cute e psiche?

La pelle è un luogo privilegiato dove si esprimono emozioni. È “sfruttata” dalla mente per comunicare i propri stati d’animo, i propri disagi. Bisogna sottolineare, comunque, che affinché si verifichi una patologia dermatologica occorre una predisposizione genetica.

Qual è l’obiettivo che si pone la psicodermatologia?

Ci sono patologia, come ad esempio l’orticaria, che nell’80 per delle volte ha cause sconosciute. Questa malattia “Cenerentola”, come spesso viene chiamata dagli addetti ai lavori, si manifesta con la comparsa di lesioni rotondeggianti e rosse, i cosiddetti ponfi, che danno prurito e hanno un ciclo vitale non superiore alle 24 ore. Associato al trattamento farmacologico, si attua una vera e propria educazione terapeutica con il paziente affinché sia in grado di convivere con la malattia. La psicodermatologia lo aiuta a vivere meglio, a gestire in modo autonomo se stesso e il proprio disturbo, gli consente di avere una vita sociale adeguata.

Come reagisce la pelle a un evento stressante come ad esempio un lutto?

La pelle è il teatro dove si rappresenta il dolore della perdita. Nel caso di un lutto il disturbo più frequente è l’alopecia areata, che si manifesta con la caduta dei capelli in ciocche. Alla terapia farmacologica tradizionale è fondamentale il confronto e sostegno di dermatologi specializzati, che sappiano gestire il disturbo da più angolazioni, ed eventualmente affiancare una terapia psicologica.

Congresso Nazionale SIDEP. Dermatologia in 3 D: disease, illness, sickness. Qual è il tema dell’incontro?

Il congresso, giunto alla 18esima edizione, affronterà tra l’altro le tre dimensioni della malattia: l’aspetto clinico (disease), quello psicologico (illness) e quello sociale (sickness). Parleremo della psoriasi, delle problematiche dermatologiche nell’anziano, una sessione è dedicata alla tricologia, un’altra alla cute e alimentazione. Questo incontro è rivolto soprattutto a quanti lavorano nel campo come dermatologi e psicologi, ma anche agli infermieri, preziosi alleati e tramite tra medico e paziente, e ai farmacisti, perché ogni malattia ha anche un risvolto economico e sociale rilevante.

Eliana Canova

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