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Questa è la storia di Rossana Giuliotti, 55 anni, che ha subito una mastectomia dopo un tumore al seno e non si è rassegnata a vedersi mutilata: così ha sperimentato una tecnica particolare di ricostruzione della mammella, con autotrapianto di un lembo di addome sul seno. La tecnica si chiama Diep. Rossana ora è felice. Ha due figli, Iacopo di 26 anni e Greta di 16, e vive in Veneto, dov’è socia amministratrice di una società di consulenza per le aziende esportatrici.«Ero abituata a sottopormi allo screening mammografico. Sedici anni prima mia madre aveva superato il tumore al seno e io non trascuravo nessun appuntamento con la prevenzione. Quella volta però era diverso. La mia vita era a una svolta. Lasciato il vecchio lavoro, avevo fondato una società di consulenza. Nulla mi avrebbe fermato. I figli cominciavano a essere indipendenti ed ero felice di gettarmi a capofitto in un nuovo inizio. L’esito della mammografia mi sorprese come un fulmine a ciel sereno. In pochi minuti, la mia vita è cambiata. Di nuovo. Anche se avevo vissuto accanto a mia madre lo stesso calvario, questa volta era diverso perché capitava a me.

Gaetano Partipilo, 39 anni, è un sassofonista barese noto nel panorama jazz internazionale. Convive da anni con il carcinoma midollare della tiroide, tenuto sotto...

Anna Rosa Massignani, 40 anni, di Schio (Vicenza). Da quando ha 20 anni convive con un acufene all'orecchio sinistro causato da un deficit uditivo. Sposata con Stefano Turcato e mamma di tre figli, grazie alla passione per la corsa e alla fede è riuscita a raggiungere quella serenità interiore che aveva perso. «Ho sempre amato lo sport, sentire il sudore scendere sulla pelle dopo una lunga pedalata, venti, trenta chilometri poi la salita, quando senti che le gambe sono il tuo unico punto di forza, e tu vai al massimo, perché vivi al massimo. Dopotutto a vent’anni ogni sensazione viene vissuta all’ennesima potenza, quella è l’età in cui ti senti invincibile. Io non stavo mai ferma, adoravo leggere, scrivere, stare in mezzo alla natura, che fosse in bici o a piedi non faceva differenza perché io mi sentivo viva. Proprio in una di quelle pedalate il mio corpo mi ha tradito: era fine agosto, faceva un caldo incredibile, se chiudo gli occhi posso sentire ancora quella sensazione di stanchezza ma anche di forza che ti accompagna.

Maria Grazia De Terlizzi, 70 anni, di Coriano (Rimini). Soffre di discalculia, ma alle scuole elementari nessuno l'aveva mai capito, tanto che i genitori non le fecero proseguire gli studi dopo la bocciatura in prima media. A 30 anni Maria Grazia ha ripreso in mano i libri e si è diplomata, venendo poi a conoscenza dell'esistenza della discalculia. Ha fondato un’associazione contro la depressione dal nome emblematico, «Insieme è meglio», di cui è stata presidente per 20 anni. Vedova, ha due figlie, Patrizia e Roberta, ha avuto una profumeria nel centro di Rimini e ora è in pensione.«Quante volte mi sono sentita ripetere questa frase dalle maestre: «Maria Grazia le persone come te non dovrebbero proprio entrare a scuola, sei un’alunna incapace e svogliata». Quante volte avrei voluto urlare, sentendola, e invece l’unica cosa che riuscivo a fare era mettermi in un angolo a piangere, in silenzio, accompagnata dalle risate dei compagni.

Luca Bitonti, 22 anni, ha scoperto qualche mese fa che la causa dei suoi continui mal di schiena era un tumore

Per oltre tre anni ho convissuto con dei fastidiosi ronzii alle orecchie e con la sensazione di stare per cadere.

Lisa Trevisan, 30 anni, di Castelfranco Veneto, nel 2003 è stata colpita da un ictus cerebrale con pesanti conseguenze: emiparesi ed afasia. Single, frequenta l’Accademia nazionale del cinema per il doppiaggio a Bologna. Con lo pseudonimo di Lisa Festa ha scritto due libri dedicati alle sue vicissitudini, Sì, no, Miami (Mondadori) e Sì, sì, New York (Albatros) mentre un terzo, non autobiografico, dal titolo Amo Lei, uscirà nel 2013. «A vent’anni si hanno molti sogni. Il mio era quello di frequentare l’Actor’s Studio a New York City. Volevo diventare una brava attrice come il mio mito, Marilyn Monroe. Ho sempre lavorato per mantenere i miei studi universitari di lingue e letteratura d’America alla Ca’ Foscari di Venezia. Da cameriera a barista, da speaker dando i numeri al Bingo a receptionist in hotel, fino a fare la modella, perché si guadagnava di più».

Maria Dotti, 56 anni, è pediatra in Lombardia. Si è rivolta all’esperto di sensibilità al glutine Carlo Catassi, docente all’Università Politecnica di Ancona, che svolge attività di ricerca sulla celiachia ed è stato chiamato a far parte del comitato scientifico della Dr.Schar Institute, un’azienda che produce prodotti privi di glutine.«Ho iniziato ad accusare i sintomi da adolescente. Ricordo ancora il vomito, il mal di stomaco, la diarrea, che mi tormentavano per lunghi periodi. Con gli anni, poi, i momenti di benessere si sono ridotti fino a scomparire. I medici avevano ipotizzato diverse diagnosi, con terapie che però non riuscivano a controllare i sintomi. Mi ero talmente abituata a convivere con i miei disturbi da ritenere che quella fosse la normalità, quantomeno la mia normalità. Evitavo con cura i ristoranti, le cene e i banchetti perché le conseguenze erano settimane di mal di stomaco, dolori addominali e diarrea. Insomma, avevo i sintomi tipici della malattia celiaca (lo so con esattezza perché sono un medico), ma senza la positività degli esami. Da qui mi sono messa alla ricerca di un’altra spiegazione».

Trovarsi senza capelli in pochi secondi. È successo a Claudia Cassia, impiegata. La causa? Si chiama alopecia areata. «"Mamma, vado a farmi un bagno". Ero appena ritornata da una giornata sulla neve. Avevo voglia di sentire l’acqua calda scaldarmi il corpo, volevo solo togliermi il freddo di dosso. Era il 3 gennaio 1993, l’ultimo giorno in cui ho potuto accarezzare tutti i miei capelli.

Quando è nata, nessuno si è accorto della displasia dell’anca di Stefania Graci. Originaria di Licata (Agrigento), ha dovuto passare i suoi primi anni di vita immobilizzata a letto o in giro per gli ospedali d'Italia. Finché un medico non ha capito qual era il suo problema e l'ha operata. Ecco il suo racconto. «Va bene, si può nascere con un’anca fuori sede, ma gli screening neonatali dovrebbero evidenziare il problema. Forse oggi lo fanno e il problema si risolve in pochi mesi fin da piccolissimi, ma quando sono venuta al mondo io, 26 anni fa, nessuno si è accorto di nulla. Nessuno tranne mia madre Anna, che a sei mesi ha notato che non muovevo bene il piedino.

Il grande desiderio di Ilaria Russo, impiegata in banca, era quello di avere dei figli. Di diventare madre, nonostante una malattia invalidante come l’anemia mediterranea (o talassemia). Oggi con il marito Enki (38 anni) può festeggiare il traguardo con Safira, Ellesmera e una terza bimba in arrivo per l’estate. Leggi la sua storia.   «Madre nonostante l’anemia mediterranea. Era questo il mio desiderio più grande e l’ho realizzato. Quasi per tre volte. Sono madre di due bellissime bimbe a cui abbiamo dato nomi importanti continuando la tradizione familiare di sceglierli dalla lingua greca: Safira e Ellesmera (zaffiro e smeraldo in greco), rispettivamente di 3 anni e mezzo e due. E una terza componente della famiglia è in arrivo. Tre sogni che si sono realizzati. Tre sogni che ho fortissimamente voluto.

Federica Giglio soffre di disturbo bipolare e qui racconta la sua storia. Pittrice (guarda i suoi quadri nella gallery sotto), 46 anni, vive a Roma con il marito Enrico e i due figli: Giacomo, 13 anni, e Margherita, 12.  «Vivo in altalena da quasi 22 anni. In termini scientifici, sono affetta da disturbo bipolare. Vuol dire che alterno fasi di euforia, che i medici definiscono maniacali, con altrettanti periodi depressivi. Mesi di altissima creatività artistica cadenzate da altrettante di assoluta incapacità a compiere anche il gesto più semplice. Nessuna via di mezzo. In questi periodi totalmente inconciliabili tra di loro sono riuscita a inserire, in primis, la mia famiglia, con i due figli a cui spero di non far pesare troppo il mio malessere, e il mio lavoro di artista.

Oggi Elisabetta è mamma di quattro figli. Ma più di 10 anni fa ha dovuto combattere contro un tumore alla mammella sottoponendosi a due interventi. E, per riprendere totalmente in mano la sua vita, ha deciso di farsi ricostruire il seno. La testimonianza e la foto sono tratte dal libro A seno nudo (ed. Tecniche nuove) di Cristina Garusi, Isabella Balena e Anna di Cagno.  «Mi piace sempre raccontare la mia storia partendo dalla fine. Oggi ho quattro bellissimi bambini: due bimbe di sette e quattro anni e due scatenati gemellini arrivati sette mesi fa.

Silvia Parodi ha avuto due attacchi ischemici nonostante la giovane età. La causa? Il forame ovale pervio. Ha deciso di operarsi con il cardiologo che era intervenuto, per lo stesso problema, sul calciatore Antonio Cassano. Ecco il racconto della lettrice a OK. «Una semplice frase, "vado al rema" al posto di "vado al mare", è stato il primo campanello di allarme della mia silenziosa patologia. Per meno di mezz’ora, nell’estate del 2009, ho iniziato a straparlare. Ero lucidissima, ma dalla mia bocca le parole uscivano a lettere invertite. Mi sono seduta, anche la vista si era fatta traballante. Trenta minuti di spavento e nulla più fino a circa un anno dopo, maggio 2010, quando l’episodio si è ripetuto.

Sammy Basso, 17 anni, studente di Tezze sul Brenta, uno degli 80 casi conosciuti al mondo di progeria

Subdola e invalidante: così Sonia Manente descrive l'endometriosi che ormai da 33 anni la fa soffrire ogni mese. Per fare informazione su questa patologia ancora poco conosciuta ha fondato l’Associazione endometriosi Fvg. Ecco il suo racconto a OK. «È un dolore con cui purtroppo bisogna imparare a convivere. Avevo 33 anni quando mi è stata diagnosticata l’endometriosi, ma già a 13 il ciclo mestruale era accompagnato da fitte lancinanti. Non solo al ventre. Il dolore colpiva anche la schiena e le gambe e diventava sempre più acuto, fino a indurmi il vomito.