Acido folico sì, ma ad alte dosi diventa pericoloso

Ricercatori americani sostengono che livelli elevati di vitamina B9 e B12 potrebbero aumentare il rischio che il bambino sia autistico, ma la comunità scientifica invita alla cautela

E’ una di quelle notizie che in poche ore fa il giro del mondo, scatenando polemiche: dosi altissime di acido folico assunte in gravidanza potrebbero far male al nascituro, aumentando il rischio di autismo. È questo in estrema sintesi il risultato a cui è giunta una ricerca della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Healthprovocando la reazione di parte del mondo scientifico che sostiene che allo studio in realtà manchi la revisione finale.

I ricercatori americani hanno dimostrato che se una mamma ha livelli molto alti di folati – più di quattro volte il valore consigliato dai mediciraddoppia il rischio che suo figlio sviluppi il disturbo autistico. Pericoloso anche un dosaggio molto elevato della preziosa vitamina B12: ad alti livelli triplicherebbe addirittura la possibilità di sviluppare l’autismo. Se sia i folati sia la B12 sono molto elevati il rischio per il neonato aumenta di più di 17 volte.

Le dosi per diventare pericolose sono altissime e quindi è sufficiente attenersi a quelle indicate dal proprio ginecologo o dal medico di famiglia per non avere alcun problema. Anche perché sono molto importanti in gravidanza. L’acido folico e i folati sono vitamine del gruppo B, indicate come vitamina B9. Con il termine folato intendiamo la vitamina nella sua forma naturale presente negli alimenti, mentre l’acido folico è la molecola di sintesi presente nei formulati vitaminici e aggiunta negli alimenti cosiddetti fortificati, come alcuni cereali.

La sua funzione è molto importante, perché il nostro organismo utilizza l’acido folico per produrre nuove cellule. La vitamina B9, come spiegano dall’Istituto Superiore di Sanità, è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, ed è particolarmente importante per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come per esempio, i tessuti embrionali. Nelle donne in gravidanza dunque l’acido folico previene malformazioni fetali come la spina bifida.

Durante la gravidanza quindi il fabbisogno di acido folico aumenta sensibilmente, tanto da rendere spesso insufficiente l’apporto alimentare di questa preziosa vitamina.

I risultati di questa ricerca saranno presentati al Meeting internazionale per la ricerca sull’autismo a Baltimora. «Sappiamo da tempo – spiega M. Daniele Fallin, direttore del Centro per l’autismo della Bloomberg School – che una carenza di folati nelle donne incinte è dannosa per lo sviluppo del suo bambino. Ma ora sappiamo anche che una quantità eccessiva può causare danni. Dobbiamo puntare a livelli ottimali di questa importante sostanza nutritiva».
«Una notizia irresponsabile e inutilmente allarmista» ribattono molti esperti, visto che come sottolineano, la ricerca non è stata pubblicata da nessuna rivista scientifica. Aspetto fondamentale che garantisce la correttezza scientifica dello studio.

Francesco Bianco

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