
Freddy Krueger, protagonista di «Nightmare», è il simbolo degli incubi peggiori (foto Milestone).
Capita a tutti di fare dei brutti sogni, da bambini e da adulti. Spesso
gli incubi hanno un ruolo positivo, perché ci allenano ad affrontare in modo «virtuale» le paure della vita reale. Ma ci sono casi in cui il sistema va in tilt: si parla allora di disturbo da incubi. «Succede quando le visioni oniriche rispecchiano troppo la realtà o portano alle estreme conseguenze l'oggetto della nostra preoccupazione», spiega lo psicologo clinico americano Ross Levin. «Questi incubi, specie se diventano frequenti e se raggiungono un'intensità tale da turbare i pensieri diurni, sono la spia di un malessere che va indagato».
I sintomi. Capita soprattutto quando l'incubo è un attacco di terrore notturno, quando si è invasi da una crisi d'angoscia che spezza il riposo e procura un corteo di disagi fisici: ci si sveglia con il cuore che pulsa in gola, la pelle velata di sudore, il respiro agitato. Ci si vede braccati da Babau d'ogni sorta, si precipita da paurose altezze, si vive l'asfissiante sensazione di non poter fuggire da una minaccia che preme o ci si trova al centro di spaventosi incidenti, tra sangue e corpi senza vita (
leggi i 5 trucchi per ricordare i sogni). Se simili esperienze virtuali finiscono per manifestarsi due-tre volte al mese, ecco che il guaio si chiama disturbo da incubi. Significa che qualcosa cova nel nostro profondo. E non ci molla (
guarda quali sono gli incubi delle star).
Le cause. Che cosa si può fare? «Prima di tutto un'accurata valutazione medica sulle cause, rivolgendosi se possibile a un
centro di medicina del sonno», consiglia Bernardo Carpiniello (
puoi chiedergli un consulto), professore ordinario di psichiatria all'Università di Cagliari. «Gli incubi possono essere, infatti, un effetto indesiderato di alcune medicine (come i
betabloccanti o certi antibiotici di tipo fluorochinolonico) o della sospensione brusca di farmaci (per esempio le benzodiazepine, spesso usate per la
cura dell'insonnia). Oppure a volte sono collegati all'abuso di alcol o stupefacenti e ad alcune patologie, quali
epilessia,
broncopneumopatia cronica ostruttiva e
sindrome da apnee notturne».
Una volta escluse le cause fisiche o farmacologiche, l'origine va cercata in fattori di ordine emotivo. «Per esempio il
disturbo da stress post traumatico», continua lo psichiatra, «nel quale gli incubi sono costituiti dal rivivere angosciosamente durante il sonno il trauma subito. In altri casi l'origine del turbamento emozionale può non essere facilmente individuabile perché più profonda e inconsapevole». Di frequente, all'origine dell'incubo ricorrente c'è un disturbo d'ansia o di natura depressiva. «Chi è alle prese con le visioni mostruose a volte soffre del cosiddetto Dap, cioè di un
disturbo da attacchi di panico che si manifesta anche di giorno con crisi ansiose improvvise, in cui impellente è la paura di morire», dice lo psichiatra Massimo Biondi (
puoi chiedergli un consulto), che dirige il dipartimento di salute mentale del Policlinico romano Umberto I. «Invece nel disturbo d'ansia generalizzata (Dag) si presenta una condizione d'apprensione continua, di timore oscuro che accada qualcosa ai propri cari. Una cappa d'angoscia che inevitabilmente avvelena l'andamento del buon sonno. Spesso, nella storia recente delle persone che ne soffrono, si riscontrano eventi di separazione affettiva, come un divorzio o la morte di una persona cara, che hanno fratturato il senso di sicurezza emotiva ed esistenziale» (
interpretazione dei sogni: ecco cosa significano).
Altro disturbo comune, alla base degli incubi ricorrenti, è la
depressione. «Forma importante è la depressione maggiore: il male oscuro genera tristezza, perdita degli interessi abituali, compromette nei casi più gravi la normale capacità di lavoro», continua Biondi. «Ancora: la reazione della persona a un fatto negativo della vita può provocare un disturbo d'adattamento, anche qui di tipo ansioso, depressivo o misto. Gli accadimenti possono riguardare la sfera degli affetti (una separazione), il nucleo familiare (un lutto), l'ambito della professione (un licenziamento). La reazione è dovuta al fatto che non si è riusciti ad adattarsi psicologicamente a questo cambiamento. È un malessere meno grave rispetto ai precedenti, in genere dura pochi mesi e può risolversi spontaneamente».
Le terapie. Come intervenire, oltre a usare
i rimedi fai da te? Il trattamento punta a sanare l'eventuale disagio all'origine del sonno disturbato, che sia ansia o depressione. «Il consiglio è quello di consultare uno psichiatra che potrà suggerire un intervento psicoterapeutico o prescrivere farmaci», suggerisce Carpiniello. «Il tipo di psicoterapia dipende dal disturbo che causa gli incubi: molte forme di ansia e di depressione, per esempio, rispondono bene a interventi specifici di tipo cognitivo-comportamentale, interpersonale, relazionale o a terapie di tipo psicodinamico. In altri casi, i disturbi d'ansia o depressivi che sono alla base degli incubi vanno curati con trattamenti farmacologici, costituiti soprattutto da specifici tipi di antidepressivi. Può essere utile il ricorso a tecniche di rilassamento, come il training autogeno di Schulz e il rilassamento progressivo di Jacobson, la cui azione positiva sul sonno dipende dall'effetto anti-ansia di questo tipo di interventi».
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Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2013