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consulenza scientifica Fondazione Umberto Veronesi
Sifilide primaria
La sifėlide primaria si manifesta, dopo un periodo di incubazione asintomatico di tre settimane circa, con la formazione di un piccolo nodulo (sifiloma primario). Contemporaneamente, o pochi giorni dopo, compare adenopatia satellite, con ingrossamento delle linfoghiandole regionali, che persiste a lungo. Anche in mancanza di qualsiasi terapia, il sifiloma scompare dopo circa un mese senza lasciar tracce. La durata del periodo primario č di 50-70 giorni.
Sifilide secondaria
La sifėlide secondaria segue a quella primaria nei casi non curati, e si manifesta con micropoliadenite generalizzata (con sede elettiva nelle regioni intorno alle orecchie, sottomandibolare, cervicale, dei gomiti, mammarie, ascellari, inguinali) e con alterazioni della cute e delle mucose (sifilodermi), che costituiscono il quadro predominante di questa fase della malattia. La sifėlide secondaria, in mancanza di cure, ha una durata che varia da 2 a 4 anni, durante i quali le reazioni sierologiche sono tutte positive.
Sifilide terziaria
Dopo un periodo di latenza, che segue il periodo secondario e che puō durare anni senza apprezzabili manifestazioni cliniche, inizia l'ultima fase della malattia. La sifėlide terziaria č caratterizzata da manifestazioni circoscritte, uniche o poco numerose, spesso raggruppate e figurate, a lenta evoluzione, non dolorose, profonde e distruttive a carico dei tegumenti e di tutti gli organi. Variazioni di intensitā del processo morboso sono costituite in ordine crescente dal nodulo e dalla gomma. Oltre alle lesioni a carico della cute possono essere colpiti l'apparato scheletrico (osteiti e osteomieliti gommose, artrite ecc.), l'occhio (irite, atrofia del nervo ottico), l'orecchio, l'apparato digerente, la lingua; con maggiore frequenza sono colpiti perō l'apparato cardiovascolare e il sistema nervoso. Molteplici le possibili compromissioni del sistema nervoso: nevriti, polinevriti, encefaliti, mieliti, meningiti, tabe dorsale e paralisi progressiva. Le reazioni sierologiche durante il periodo terziario sono positive.
Sifilide congenita
La sifėlide congenita si trasmette al feto per via transplacentare dalla madre luetica in fase attiva o di latenza, ma non prima della quinta settimana. La sifėlide contratta dal feto durante la gravidanza puō determinare l'aborto, di solito al quinto mese, oppure un parto prematuro con feto morto e macerato o con neonato vivo ma non vitale, o infine un parto a termine con manifestazioni sifilitiche precoci o tardive.
Terapia
La terapia si avvale di un farmaco elettivo, la penicillina (o altri antibiotici utili in caso di allergia alla penicillina), che viene somministrata anche nella sifėlide congenita con dosi e a cicli diversi a seconda dello stadio della malattia. In caso di sifėlide in gravidanza sono da evitare, per i possibili effetti collaterali sul feto, le tetracicline e il cloramfenicolo. La prognosi č tanto pių favorevole quanto pių č tempestiva la diagnosi e quanto pių č precoce e regolare il trattamento. La profilassi diretta e obbligatoria su chi pratica la prostituzione, sia femminile sia maschile, non puō, per legge, essere praticata. La profilassi individuale viene condotta nell'uomo con l'uso di preservativi, pomate antibiotiche e lavande antisettiche prima e dopo il rapporto, nella donna con lavande vaginali e pomate antibiotiche. Il trattamento profilattico a base di penicillina va svolto dai soggetti che siano stati esposti al contagio e quindi in possibile periodo di incubazione. In caso di sifėlide accertata in un partner č indispensabile il controllo sierologico nell'altro partner e negli eventuali figli.
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