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Il medico social spiega perché è importante vaccinare i bambini

In Italia sempre più genitori non vaccinano i figli per paura di danni neurologici o indebolimento del sistema immunitario. Paure infondate e il professor Roberto Burioni su Facebook cerca di convincere le famiglie del contrario

I genitori che in Italia scelgono di non vaccinare i loro figli sono sempre di più: ogni anno 5.000 bambini non vengono vaccinati contro poliomelite, difterite e tetano, mentre altri 10.000 non vengono vaccinati in tempo contro morbillo e rosolia. Secondo una recente indagine Eurispes, a diffondere false notizie sulle vaccinazioni è soprattutto il web, a cui molti genitori si affidano (e poi si fidano) per scelte importanti.

vaccini

È per questo che Roberto Burioni, professore ordinario di Microbiologia e Virologia dell’Università Vita-Salute San Raffele, ha deciso di sfidare i genitori anti-vaccinazioni proprio dalla sua pagina Facebook, il social network che più di tutti permette la diffusione di leggende metropolitane e false credenze. Il risultato? I suoi post, che commentano fatti di cronaca e spiegano perché è assolutamente necessario vaccinare i bambini, sono diventati virali e il suo profilo ha raggiunto più di 28.000 like.

Gruppo San Donato

Come è nata la decisione di scrivere dei post su Facebook?

«Sono padre di una bimba, Caterina Maria, e questo mi ha permesso di toccare con mano la disinformazione che circola intorno ai vaccini e i pericoli che si corrono a causa di queste false notizie. Ciò mi ha spinto a usare Facebook per informare: è stato un inaspettato successo».

Perché è importante vaccinare i bambini?

«Perché se non vengono vaccinati, visto che i virus continuano a circolare, i bimbi possono contrarre malattie pericolosissime. Se vengono vaccinati tardi non sviluppano in tempo un’efficace risposta immunitaria, quindi sono scoperti nel momento in cui sono più a rischio. I bambini sono difesi per alcuni mesi dagli anticorpi che la mamma trasmette durante la gravidanza attraverso la placenta, ma in concreto, quando un bambino arriva intorno ai sei mesi, non è più protetto. Per questo i bambini vanno vaccinati subito: per fare in modo che quando finiscono gli anticorpi della mamma, siano pronti quelli del bambino».

L’efficacia dei post del professor Burioni nasce soprattutto dalla divulgazione di casi realmente accaduti, come la storia dell’atleta paralimpico Brenden Hall che ha perso udito e gambe a causa della varicella, e dalla condivisione di messaggi che gli arrivano dalle famiglie. Il più recente quello di una mamma che ha perso la sua bambina per una meningite dovuta al meningococco di tipo C, contro il quale esiste un vaccino efficace.

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Quali sono le false notizie più diffuse tra i genitori che non vogliono vaccinare i loro figli?

«Che la vaccinazione possa causare danni neurologici, o che possa indebolire il sistema immunitario del bimbo rendendolo più fragile. È l’esatto contrario: la vaccinazione protegge in tutta sicurezza da pericoli gravissimi e rinforza il sistema immune del bimbo. Molti poi pensano che i vaccini provochino l’autismo, ma lo studio che provava questa relazione è stato confutato e il suo autore radiato dall’ordine dei medici. Esiste una casuale coincidenza tra i vaccini e l’autismo soltanto per il fatto che questa malattia viene diagnosticata quando il bambino dovrebbe iniziare a parlare, ed è lo stesso periodo nel quale viene vaccinato. Altri genitori, infine, pensano che il vaccino contro l’epatite B sia inutile perché si contrae con il sesso. In realtà ci sono stati casi in cui un bambino ha contratto questo virus da un altro bambino attraverso un semplice morso».

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Quali sono i dubbi più frequenti?

«I dubbi più frequenti sono relativi alla sicurezza delle vaccinazioni e che i bambini molto piccoli non siano in grado di sopportare la somministrazione. Io gli spiego che i vaccini sono sicuri, che i bambini sono in grado di rispondere perfettamente alla stimolazione del vaccino e che ritardando le immunizzazioni si lascia solo aperta per più tempo la porta a pericolosi agenti patogeni».

Ci sono delle novità in materia di vaccini obbligatori?

«Purtroppo no, io auspico che l’obbligatorietà venga estesa a un numero maggiore di vaccini rispetto ai soli quattro che sono obbligatori in questo momento».

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