Pelle a pois? Come si cura il fungo di mare

Piccole chiazze chiare, che si espandono dal collo alle braccia e al torace. È la pitiriasi, che può risolversi con un antimicotico

Testo di Paolo Piazza, docente di desmocosmetologia della Scuola internazionale di medicina estetica della fondazione internazionale Fatebenefratelli di Roma

Come ogni estate gli studi dei dermatologi si riempiono di pazienti con piccole chiazze chiare, che si espandono dal collo alle braccia e al torace. È la pitiriasi (o pityriasis) versicolor, chiamata comunemente fungo di mare.
Nulla di preoccupante, anche perché non dà prurito e non è assolutamente contagiosa. Però chi ce l’ha non è felice di andare a giro con la pelle a pois, senza una tintarella omogenea.
Perché succede proprio nei mesi estivi? Perché il caldo-umido dell’ambiente marino e l’eccessiva sudorazione fanno sì che alcuni abitanti pacifici della nostra pelle, i lieviti saprofiti chiamati malassezie, comincino a proliferare provocando la micosi. Si sviluppano soprattutto nelle zone ricche di ghiandole sebacee, dove producono delle sostanze che interferiscono con la produzione della melanina, responsabile dell’abbronzatura. Più ci si espone al sole e più le chiazze appaiono evidenti, virando dal color rosa al camoscio al bianco: di qui la definizione versicolor (dal latino, «cambio di colore»), dovuta al fatto che la tonalità differisce a seconda della fase della malattia o della variante clinica (ipocromica, ipercromica, atrofica, eritematosa).
La pitiriasi si sviluppa soprattutto negli adolescenti e nei giovani dai 20 ai 30 anni, in cui sussistono altre due condizioni classiche per la proliferazione del fungo: l’aumento del sebo e le alterazioni del pH cutaneo.
Cosa dice il dermatologo al paziente a pois? Intanto che non esiste un prodotto che permetta di scurire le chiazze rapidamente e che per questo è importante intervenire in tempo, non appena si dovessero notare le prime chiazze. Curandosi tempestivamente, si eviterà l’estensione della pitiriasi in estate.
Niente fai da te, però. Sarà il medico a indicare la soluzione migliore per ogni caso, suggerendo per esempio di acquistare in farmacia detergenti a pH acido che riducono la proliferazione del lievito e a prescrivere i farmaci antimicotici adatti, che esistono in spray, schiume, emulsioni o lozioni da applicare sulle zone colpite.
Paolo Piazza, docente di desmocosmetologia della Scuola internazionale di medicina estetica della fondazione internazionale Fatebenefratelli di Roma

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