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I dromedari ci hanno attaccato il raffreddore?

Indagando sulla temibile Sindrome respiratoria mediorientale, un team di biologi tedeschi ha scoperto che i cammelli arabi sarebbero i colpevoli del raffreddore

Sarebbero stati i dromedari ad attaccarci il raffreddore. La notizia, senz’altro curiosa, arriva da uno studio del Policlinico Universitario di Bonn, pubblicato sulla rivista dell’Accademia americana delle scienze (Pnas).

La scoperta ha sorpreso gli stessi biologi tedeschi, che stavano analizzando i dromedari per comprendere meglio il virus della Sindrome respiratoria mediorientale (Mers) che è appunta trasmessa dai cammelli arabi. Mettendoli sotto osservazione hanno capito che potrebbe essere anche all’origine del più diffuso virus del raffreddore.

Gruppo San Donato

La Sindrome respiratoria mediorientale è stata identificata per la prima volta nell’uomo nel 2012. Provocata da un coronavirus, che “utilizza” i dromedari come serbatoi di infezione. Si tratta di un gruppo di virus che possono causare malattie sia negli animali sia negli esseri umani, con sintomi che vanno da un semplice raffreddore a gravi disturbi polmonari, come nel caso della SARS e della MERS. Dai dati acquisiti, il virus della MERS sembra meno trasmissibile rispetto a quello della SARS, ma più pericoloso: il tasso di mortalità è del 40 per cento, contro il 10 per cento.

Sono pochi i casi di trasmissione da uomo a uomo. La maggior parte di coloro che si sono ammalati aveva viaggiato in Paesi del Medioriente e probabilmente erano state esposte direttamente al virus. Per la Mers si pensa che il passaggio dagli animali all’uomo non sarebbe stato diretto: prima sarebbero stati i pipistrelli a infettare i dromedari e poi da questi animali il virus sarebbe passato all’uomo. Al momento non ci sono ancora terapie antivirali specifiche per questo virus.

«Nei nostri studi – spiega il virologo Christian Drosten – abbiamo esaminato circa 1.000 dromedari alla ricerca di coronavirus e, a sorpresa, nel 6% dei casi abbiamo scoperto la presenza di patogeni imparentati con il virus HCoV-229E, che è quello del raffreddore umano». Ulteriori analisi genetiche e molecolari di simili virus presenti negli uomini, nei pipistrelli e nei dromedari indicano che proprio questi ultimi ci avrebbero trasmesso gli “antenati” del virus del raffreddore.

Francesco Bianco

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