Diabete: le differenze tra il tipo 1 e il tipo 2

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L'eccesso di zucchero nel sangue caratterizza entrambe le forme della patologia, ma l'esperto del San Raffaele Emanuele Bosi spiega in cosa si differenziano

Sai quali sono le differenze tra diabete di tipo 1 e diabete di tipo 2?  Partiamo dal numero di casi. Il numero di persone che sviluppano il diabete di tipo 2 è in rapida crescita a causa di un’alimentazione non sempre corretta, nelle quantità e nella qualità, e per via di un sempre minore dispendio di energia in termini di attività fisica. Solo in Italia questa patologia colpisce circa 3 milioni di persone, ma per il 2030 il dato potrebbe salire a 5 milioni.
Il diabete di tipo 1, il cosiddetto diabete giovanile perché insorge prevalentemente in bambini e adolescenti, colpisce circa 250 mila di persone in Italia; sono 2.500 le nuove diagnosi ogni anno nel nostro Paese.

L’eccessiva quantità di zucchero nel sangue (iperglicemia) è il denominatore comune a tutte le forme di diabete, ma sono molte le differenze tra il tipo 1 e il tipo 2, come spiega nella videointervista Emanuele Bosi, primario di Diabetologia e direttore del San Raffaele Diabetes Research Institute (DRI) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. In occasione della Giornata mondiale del diabete il prossimo 14 novembre 2016, la struttura ospedaliera milanese si animerà con diverse iniziative e attività dedicate a far conoscere la malattia, dalla diagnosi precoce ai traguardi della ricerca scientifica.

Dalle 10 alle 16 di lunedì 14 novembre al San Raffaele di Milano sarà infatti possibile usufruire di uno screening gratuito della glicemia capillare (fondamentale per la diagnosi precoce) e della retinopatia diabetica, una complicanza del diabete che se non viene curata può portare alla perdita totale della vista. Lo screening sarà eseguito con uno strumento tecnologico all’avanguardia che in pochi minuti analizza il fondo dell’occhio.

Durante tutta la giornata ci saranno anche banchetti tematici per offrire informazioni al pubblico, i volontari di SOStegno 70 per la promozione della ricerca per il diabete giovanile e i nutrizionisti del Progetto EAT – Alimentazione sostenibile, disponibili a dare consigli per uno stile di vita equilibrato e salutare.

Giulia Masoero Regis

 

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