diagnosi-e-cure
OK Salute e benessere
è anche su:

> > > Approvato il biotestamento Nessun diritto di scelta

Fine vita

Approvato il biotestamento
Nessun diritto di scelta

Sì della Camera alla norma sul testamento biologico: è valido solo in caso di morte cerebrale, non può rifiutare alimentazione e idratazione e non vincola il medico

La legge sul biotestamento è stata approvata dalla Camera. E le possibilità di scegliere come morire, già risicate nel disegno di legge (ddl) presentato dal Senato nel marzo del 2009, subito dopo la morte di Eluana Englaro, si assottigliano ancora di più.

Negli otto articoli della norma, infatti, si dice che la dat (dichiarazione anticipata di trattamento) non è vincolante per il medico. Che è da prendere in considerazione solo in caso di morte cerebrale. Che alimentazione e idratazione assistite non possono essere rifiutate (come ottenne Beppino Englaro, nel 2009, per porre fine al calvario della figlia in coma da 17 anni).

Secondo i critici - tanti - della legge, è una norma che scippa al cittadino il diritto di decidere della propria sorte. Una vendetta per il caso Englaro, che con queste nuove regole non potrà più ripetersi. Un'invasione di campo dello Stato nella sfera dell'etica e della vita privata.

Ma ecco quali sono i punti salienti della legge, che ha recepito alcuni emendamenti (ulteriormente restrittivi) rispetto alla versione originale e che dovrà passare ora nuovamente al Senato.

NO ALL'EUTANASIA. La legge sul testamento biologico ribadisce il divieto all'eutanasia e indica la vita umana come diritto «inviolabile e indisponibile, garantito anche nella fase terminale dell'esistenza». Sull'accanimento terapeutico, dispone che il medico «debba astenersi da trattamenti straordinari non proporzionati, non efficaci o non tecnicamente adeguati rispetto alle condizioni cliniche del paziente o agli obiettivi di cura».

LA DAT. La dat (dichiarazione anticipata di trattamento) è un documento che contiene l'orientamento della persona rispetto alle sue volontà qualora non fosse più in grado di intendere o di comunicare con il medico. Non può indicare quali terapie sospendere (nemmeno la nutrizione assistita), ma solo quali avere (per esempio, i farmaci per il dolore). Deve essere inserita in cartella clinica e in un registro nazionale (non sono presi considerazione altri documenti, come quelli depositati nei Comuni). Vale cinque anni, durante i quali può essere cambiata o revocata.

CHI DECIDE. La dat non è vincolante per il medico che può decidere senza tenerne conto e, in ogni caso, le sue indicazioni sono ritenute valide solo una volta «accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale». Nella dat si può indicare un fiduciario, altrimenti i medici sentono il parere dei parenti (in primis i coniugi, ma non i conviventi). In caso di contrasti sulle decisioni, i parenti non possono rivolgersi ai giudici com'era invece previsto nell'articolo 8 (abrogato).

NUTRIZIONE ASSISTITA. Alimentazione e idratazione assistite possono essere sospese se e solo se il malato, in fase terminale, non è più in grado di assorbirle. Come si legge nel comma 5: «L'alimentazione e l'idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, devono essere mantenute fino al termine della vita, ad eccezione del caso in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente in fase terminale i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo. Esse non possono formare oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento».

ASSISTENZA. Le persone in stato vegetativo (circa 2.500 in Italia) hanno diritto alle cure che rientrano nei lea (livelli essenziali di assistenza), validi per tutti.
Federica Maccotta - OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 12 luglio 2011





Cerca nel sito di OK Salute

Tra gli articoli, i consulti forniti dai medici di OK e nel Dizionario medico

oggi consiglia
Oggi promotion