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Cardiologia

Angioplastica coronarica,
così si liberano le arterie del cuore

Come funziona l'intervento che, grazie a un palloncino e uno stent, dilata i vasi ostruiti dal colesterolo

L'angioplastica coronarica ha lo scopo di migliorare l'apporto di sangue al cuore ischemico, cioè sofferente per la parziale occlusione delle coronarie.

L'INTERVENTO. «Immaginiamo che le arterie che circondano il cuore siano simili a tubi di ferro», esemplifica Corrado Tamburino, docente di cardiologia all'Università di Catania. «Le placche lipidiche, causate per la maggior parte da alti livelli di colesterolo nel sangue, sono la ruggine, che si deposita nei vasi fino a chiuderli. L'angioplastica è la dilatazione del vaso ostruito, attraverso un palloncino che viene gonfiato nel punto del restringimento».
Spesso si applica anche lo stent, cioè una rete metallica che sostiene la coronaria, come un'impalcatura, e la mantiene aperta.
«In anestesia locale, s'inserisce nell'arteria femorale, a livello dell'inguine, un sottile catetere che contiene il palloncino e lo stent, e si fa risalire questa sonda fino al cuore, sotto il costante controllo radiografico», spiega Tamburino. «L'intervento dura circa mezz'ora e in un paio di giorni il paziente torna alla sua vita normale. Dopo uno studio su 1.600 pazienti, a Catania, abbiamo appurato che l'uso di uno stent medicato (ricoperto da farmaci) riduce il rischio di una recidiva».

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