«L'osteoporosi è una patologia scheletrica caratterizzata dalla compromissione della resistenza ossea con conseguente aumento della fragilità delle ossa e predisposizione alle fratture», spiega Luigi Sinigaglia, responsabile delle unità operative di malattie metaboliche dello scheletro e di reumatologia all'Istituto ortopedico Gaetano Pini di Milano.
«In Italia colpisce circa 3,5 milioni di donne, soprattutto dopo la
menopausa, e un milione di uomini, la metà dei quali presenta la malattia in forma secondaria, causata cioè da diverse patologie oltre che dall'assunzione di alcuni farmaci».
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Fattori di rischio. I più comuni per l'
osteoporosi nel maschio sono la familiarità, l'età superiore a 65 anni, la magrezza, una dieta povera di
calcio, una carenza di
vitamina D, il fumo, l'abuso di alcol.
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Prevenzione. Oltre a correggere lo stile di vita allo scopo di eliminare i fattori di rischio è utile fare regolare attività fisica, consumare latte e derivati per garantire il sufficiente apporto di calcio ed esporsi al sole per consentire all'organismo di sintetizzare la vitamina D.
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Diagnosi. La malattia è
asintomatica e spesso viene diagnosticata in occasione della prima frattura. L'esame che conferma la diagnosi è la densitometria ossea computerizzata (moc).
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Farmaci. Lo scopo della terapia farmacologica è quello di ridurre il rischio di
fratture. Tra i vari farmaci in uso, quelli approvati anche per l'osteoporosi maschile sono l'
alendronato e il risedronato, che appartengono alla famiglia dei bisfosfonati, e la teriparatide (riservata ai casi più gravi), che stimola gli
osteoblasti a produrre nuovo
osso.
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Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2010Se soffri di osteoporosi, puoi chiedere un consulto ai reumatologi di OK