Reumatologia

Nuovi farmaci biologici per curare l'artrite psoriasica

Agiscono bloccando una proteina che ha il potere di innescare processi infiammatori e sono molto efficaci. Ma possono essere somministrati solo in casi selezionati

Agiscono bloccando una proteina che ha il potere di innescare processi infiammatori e sono molto efficaci. Ma possono essere somministrati solo in casi selezionati

L'artrite psoriasica è una malattia reumatica infiammatoria cronica associata alla psoriasi. Può colpire diverse articolazioni, da quelle periferiche (mani e piedi) a quelle della colonna vertebrale e delle articolazioni sacroiliache (spondilite). Le cause sono ancora in buona parte sconosciute. Colpisce soprattutto tra i 20 e i 50 anni, maschi e femmine in uguale misura.

Sintomi. I principali sono il dolore accentuato dal movimento e dal carico delle articolazioni di mani e piedi, polsi, gomiti e caviglie, e la desquamazione tipica della psoriasi. Altri sintomi sono stanchezza, malessere generale, perdita di peso indolenzimento muscolare, febbre, secchezza di occhi e bocca, anemia.

Terapia. I farmaci a disposizione sono di tre tipi:
• Antinfiammatori non steroidei (Fans) e corticosteroidi (cortisone): attenuano l'infiammazione, il dolore e il gonfiore, ma non modificano l'evoluzione della malattia. Hanno effetti collaterali anche pesanti, come disturbi gastrointestinali (entrambi), insufficienza surrenalica, gonfiore, osteoporosi, iperglicemia e diminuzione della resistenza alle infezioni (i corticosteroidi).

• Farmaci antireumatici di fondo (dmards): migliorano la funzionalità articolare e alcuni rallentano la progressione dei danni articolari.

• Farmaci biologici: derivati da sofisticate tecniche di laboratorio, agiscono bloccando la citochina Tnf, una proteina che ha il potere di innescare processi infiammatori come quelli alla base dell'artrite psoriasica, e sono molto efficaci.
«Possono essere somministrati solo in casi selezionati e sotto stretto controllo medico a pazienti che non rispondono alle terapie convenzionali», spiega Roberto Perricone, responsabile dell'unità operativa complessa di reumatologia del Policlinico Tor Vergata di Roma. «Si usano sottocute (il paziente può farsi le iniezioni da solo) oppure tramite flebo, quindi in ospedale. Hanno un costo molto elevato, ma vengono rimborsati dalla Sistema sanitario nazionale. I possibili effetti collaterali vengono ridotti al minimo da un assiduo controllo specialistico».
OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 1 ottobre 2010