La tiroidite cronica è una malattia
autoimmune: provocata, cioè, dal sistema difensivo dell'organismo, che aggredisce, per errore, la tiroide. La forma più comune è la
tiroidite di Hashimoto.
Colpisce più le donne (con un rapporto di dieci a uno rispetto agli uomini), in età compresa fra i 30 e i 50 anni. Le
tiroiditi croniche affliggono nel mondo circa il 3% della popolazione. «Quando la malattia si presenta, nel sangue compaiono molecole alterate del
sistema immunitario, gli autoanticorpi, che portano alla distruzione di alcune componenti della
tiroide, riducendo la funzionalità della ghiandola (
ipotiroidismo)», spiega Edoardo Beretta, chirurgo endocrino presso l'Istituto scientifico universitario San Raffaele di Milano.
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Le cause. L'origine è di tipo genetico, ma nello sviluppo possono intervenire fattori ambientali come la carenza di
selenio, il fumo e lo
stress prolungato.
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I sintomi. In molti casi la comparsa dei sintomi conclamati è preceduta da un periodo iniziale di ipotiroidismo chiamato subclinico, in cui le manifestazioni della malattia sono modeste o assenti e gli
ormoni tiroidei (fT4 e fT3) risultano normali, mentre aumenta il
Tsh, ormone prodotto dall'
ipofisi, che stimola la tiroide. Quando si manifesta l'ipotiroidismo, si accusano stanchezza, intolleranza al freddo, aumento di peso, difficoltà di concentrazione.
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La terapia. Quando l'ipotiroidismo diventa conclamato è a base di L-tiroxina, consigliabile anche se i sintomi sono lievi. In caso di sola presenza di autoanticorpi risultano utili gli integratori a base di iodio e selenio.
Ultimo aggiornamento: 9 dicembre 2009Vuoi saperne di più? Chiedi un consulto agli endocrinologi di OK