AGR News
Chirurgia generale

Pubalgia degli sportivi: sembra ernia e non lo è

Si manifesta con un dolore alla zona dell'inguine e un leggero ingrossamento della parete inguinale. Quando basta la fisioterapia, quando serve l'intervento

Si manifesta con un dolore alla zona dell'inguine e un leggero ingrossamento della parete inguinale. Quando basta la fisioterapia, quando serve l'intervento
Fumetto di Oliviero.
Fumetto di Oliviero.

La pubalgia, detta anche ernia degli sportivi, ormai non colpisce solo gli atleti professionisti e viene diagnosticata sempre più spesso anche a chi, in una fascia d'età fra i 20 e i 60 anni, pratica sport a livello amatoriale o conduce una vita fisicamente molto attiva.

I sintomi e la diagnosi
«Il disturbo si manifesta con dolore nella zona dell'inguine e una lieve protrusione della parete, tali da far pensare a un'ernia addominale», spiega Giampiero Campanelli, chirurgo e docente di chirurgia generale all'Università dell'Insubria di Varese. «In realtà, l'ernia (la fuoriuscita di un viscere dalla cavità che lo contiene) non c'è. Ma non è semplice arrivare alla diagnosi. Tanto che ogni anno in Italia si eseguono 150mila interventi di ernia e si stima che il 15% di questi casi possano essere pubalgie. A essere rigonfi sono i muscoli inguinali, diventati ipertrofici. E il dolore, sia sotto sforzo sia a riposo, sembrerebbe causato dal fatto che comprimono i nervi del pube. Ecografia, radiografia e risonanza magnetica consentono di definire il quadro clinico».
In alcuni casi per guarire è sufficiente il riposo (evitare gli sforzi degli arti inferiori). Qualche volta sono d' aiuto anche farmaci antinfiammatori e buoni risultati si ottengono con una fisioterapia specifica.

Quando serve operare
«La scelta ricade sull'intervento, risolutivo in circa l'80% dei casi, quando gli altri rimedi risultano inefficaci», continua Campanelli. «L'operazione, in anestesia locale, si può fare in day hospital. Consiste nell'inserimento di una piccola protesi parzialmente assorbibile e in una serie di piccole incisioni che aiutano a distendere i fasci muscolari e itendini. Si può tornare in ufficio il giorno dopo, mentre i tempi di recupero per l'attività sportiva vanno da una a due settimane».

La prevenzione
La pubalgia si può prevenire con una corretta preparazione fisico-atletica. «Bisogna potenziare i muscoli addominali laterali, che bilanciano gli addominali centrali, principali responsabili del disturbo», spiega Stefano Respizzi (puoi chiedergli un consulto) , direttore del dipartimento di riabilitazione dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano (Milano). «Vanno bene le flessioni del tronco oblique che si fanno sul tappetino». Sono quegli esercizi tipici dell'allenamento dei pugili, con il tronco che sale dalla posizione supina facendo una torsione laterale, in una direzione e poi nell'altra. «Buoni risultati danno anche il Pilates e la bicicletta», continua Respizzi. Infine, un esercizio tanto utile quanto piacevole è quello che si fa in due sotto le lenzuola.
Marco Maroni - OK La salute prima di tutto

Ultimo aggiornamento: 14 ottobre 2009