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Fitoterapia ed epatologia

Il carciofo è un amico del fegato

Gli estratti della pianta si sono rivelati efficaci nei casi di epatopatie. Contrastano anche il colesterolo alto

Un carciofo (foto Shutterstock).


Un carciofo (foto Shutterstock).

Si mangia il frutto, ma ci si cura con le foglie. Grazie ai suoi estratti il carciofo è un amico del fegato, perché aiuta questa ghiandola a produrre la bile, ossia la sostanza necessaria per digerire i grassi. L'uso di questa pianta medicinale, usata in fitoterapia, è promosso da seri studi scientifici.

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Alcune ricerche dimostrano che il carciofo, sotto forma di estratti standardizzati (capsule che si trovano in erboristeria e in farmacia), aiuta la produzione e la fluidità della bile: per questo è prescritto nei casi di epatopatie, cioè disturbi di funzionalità del fegato, lievi e moderate.
Si è visto che ha anche qualche effetto sull'abbassamento dei livelli di colesterolo nel sangue e dunque è indicato per chi soffre di ipercolesterolemia. Viene impiegato nella preparazione di medicinali epatoprotettori e lassativi.

AVVERTENZE
Va evitata l'assunzione delle capsule di carciofo insieme a farmaci gastrolesivi (come certi antinfiammatori da assumere dopo i pasti).

Ultimo aggiornamento: 16 novembre 2009

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