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Avventure in camice

Il medico di Berlusconi
come il Dr. House

Alberto Zangrillo, che assiste il premier, racconta a OK la strana storia che gli è capitata in corsia: un paziente convinto che l'anestesia funzionasse come un siero della verità. Quasi una fiction tv

Alberto Zangrillo (foto R. Grignaschi / Blob Cg): immagine tratta da un numero di OK.


Alberto Zangrillo (foto R. Grignaschi / Blob Cg): immagine tratta da un numero di OK.

Alberto Zangrillo, medico personale di Silvio Berlusconi, in versione dottor House. L'anestesista, direttore dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione del dipartimento cardiotoracico-vascolare del San Raffaele di Milano, racconta a OK la strana storia di un paziente spaventato dall'operazione.
Perché mai? Un giallo quasi televisivo, con un lieto fine: il paziente temeva soltanto che l'anestesia funzionasse come un siero della verità.
Zangrillo è anche il consulente del viceministro alla Salute Ferruccio Fazio che ha organizzato la rete dei 14 centri italiani per l'assistenza ai malati più gravi di influenza A.
di Alberto Zangrillo
«Venne da me circa dieci anni fa, per un intervento di appendicectomia. Era un altissimo dirigente d'azienda, con esperienze anche in politica, che ha girato il mondo e incontrato tanti big. Ero incuriosito dalle sue tante esperienze, volevo farlo parlare, conoscerlo, anche per instaurare quell'empatia che è fondamentale nel rapporto medico-paziente. Ma dopo un po' mi accorsi che era infastidito.
No, lui non aveva voglia di parlare di sé. Voleva sapere tutto dell'intervento che lo aspettava. Esigeva risposte dettagliate: quanto sarebbe durata l'operazione, quando sarebbe stato addormentato, quando si sarebbe risvegliato, quanto profondamente sarebbe stato sedato. Come molti pazienti, era in ansia all'idea di perdere il controllo. È una paura non sempre espressa, ma comprensibile. Molti, mentre sono sotto sedazione, temono di dire qualcosa che non vogliono rivelare. Diciamo subito che questo pericolo non esiste: l'anestesia non è un siero della verità. Non potrebbe essere usata in questo modo neppure da medici malintenzionati.
Mi era apparso anche preoccupato all'idea di potersi risvegliare durante l'intervento e provare dolore: un altro timore molto comune, per una eventualità praticamente impossibile. Non c'è nulla di cui meravigliarsi, per carità.

E se l'anestesista fosse uno stregone?
La figura dell' anestesista ancora non è molto conosciuta. Per tanta gente siamo un po' degli stregoni, con le nostre pozioni magiche che inducono il sonno e fanno sognare, e chissà poi se ci si risveglia. Per altri siamo figure strane, un po' bizzarre, dal compito non ben comprensibile, comunque in un ruolo di attore non protagonista rispetto alla star dell'operazione: il chirurgo.


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