Anche i Neanderthal usavano antibiotici e aspirine

La placca dei loro denti conserva ancora tracce di quei primitivi “farmaci” naturali

Siete un uomo di Neanderthal, con tanto di gonnellino di pelliccia e lancia. Vi svegliate una mattina nella vostra grotta umidiccia e scoprite di avere una guancia gonfia per colpa di un ascesso. Come se non bastasse, correte dietro al primo cespuglio in preda ad un terribile mal di pancia. Cosa fate per riprendere il controllo della giornata ed uscire nuovamente a caccia? Bè, non vi resta che andare in “farmacia”, cioè in mezzo al bosco, per fare scorta di “antibiotici” e “aspirine” naturali. Accadeva proprio così 40.000 anni fa, come dimostra uno studio pubblicato su Nature dall’università di Adelaide, in Australia.

La storia tra i denti

I ricercatori lo hanno scoperto analizzando i resti di quattro Neanderthal ritrovati nei siti di Spy, in Belgio, ed El Sidron, in Spagna. Le tracce genetiche rimaste intrappolate nella placca dentale hanno permesso di ricostruire l’ultimo menù consumato e perfino le piante medicinali utilizzate come “aspirine” e “antibiotici” ante litteram.

Menù preistorico

«Abbiamo scoperto che i Neanderthal della grotta di Spy avevano mangiato rinoceronti lanosi e pecore selvatiche con funghi», afferma il ricercatore Alan Cooper. «Quelli di El Sidron, invece, non mostrano tracce di consumo di carne – aggiunge l’esperto – ma solo resti di una dieta in larga parte vegetariana, che comprendeva pinoli, muschi, funghi e corteccia di arbusti».

Farmaci primitivi

«Una delle scoperte più sorprendenti viene da un Neanderthal di El Sidron che soffriva di un ascesso, come si può ben vedere dall’osso della mascella», spiega Cooper. «La placca dimostra che aveva anche un parassita intestinale che gli causava diarrea, quindi è chiaro che era piuttosto malato. Per questi motivi, contro il dolore mangiava corteccia di pioppo, contenente l’acido acetilsalicilico, il principio attivo dell’aspirina. Siamo riusciti a trovare anche probabili tracce di un antibiotico naturale derivato dalla muffa, la penicillina, che non abbiamo visto in nessuno degli altri soggetti».

Neanderthal sempre più sorprendenti

«A quanto pare i Neanderthal conoscevano bene le proprietà antinfiammatorie e antidolorifiche delle piante medicinali e le sfruttavano per le loro automedicazioni», sottolinea il ricercatore. «L’uso degli antibiotici appare davvero sorprendente, considerando che sarebbe avvenuto 40.000 anni prima della scoperta della penicillina. Di certo le nostre scoperte contrastano nettamente con una visione troppo semplicistica dei nostri antenati».

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