Come combattere la paura dell’abbandono?

    DOMANDA

    Buongiorno dott.D’Antonio, volevo delle delucidazioni sul mio caso. Sono una ragazza di 28 anni, da gennaio ho incominciato a soffrire di ansia, la causa penso sia per mio suocero cui hanno diagniosticato un tumore al polmone con metastasi al fegato, sono arrivata anche a smettere di fumare di colpo. Io a giugno mi sposo, e avevamo optato come viaggio di nozze di andare in America ma ho dovuto rinunciare perchè appena ho prenotato i voli, ho avuto degli attacchi d’ansia (permetto che ho sempre avuto paura dell’aereo ma sono sempre andata anche con la paura) che però non sono passati dopo aver cambiato la destinazione. Mi sono rivolta ad uno psichiatra perchè continuavo a piangere tutto il giorno e pensavo che stavo diventando pazza. Ho sospeso la pastiglia di sertralina dopo 2 mesi che la prendevo e dopo 2 giorni si sono ripresentati i sintomi. Oltre all’ansia ho come un dolore dentro, come se qualcuno mi avesse lasciato o fosse morto qualcuno. Infatti continuo a piangere e quando sto male così non voglio rimanere sola. Credo che questa paura l’ho sempre avuta sin da piccola, mia mamma mi ha detto che non poteva lasciarmi un attimo da sola che piangevo e la stessa cosa è stata quando ho incominciato ad andare a a scuola, piangevo tutte le mattine. Ancora adesso quando devo fare qualcosa di nuovo non voglio farlo da sola, voglio essere sempre accompagnata. Può essere che il fatto di mio suocero (che sta migliorando) possa avermi tirato fuori questa paura? C’è un modo per poter gestirla?

    RISPOSTA

    Gentilissima,
    quasi sicuramente l’effetto scatenante è stata la diagnosi di tumore effettuata a suo suocero, ma lei stessa collega giustamente tale effetto alla sua storia personale, e a ciò che sua madre le può raccontare di quando era piccola – sarebbe importante sapere, al proposito, come si è evoluta la situazione negli anni successivi, e per tutta l’adolescenza -.
    In senso generale, è una situazione molto comune quella che vede un episodio specifico di vita come “catalizzatore” di una crisi di sofferenza psicologica. Nel suo caso la problematica si prolunga nel tempo e andrebbe quindi affrontata in modo deciso.
    Come ha visto attraverso la sua stessa esperienza, gli psicofarmaci – nel caso specifico un antidepressivo – sono utili al fine di aiutare la persona a vivere meglio nell’immediato e sopiscono i sintomi, ma naturalmente non possono servire a “risolvere” il malessere interiore o a sciogliere le cause profonde di ansia o depressione.
    Dalla sua parte giocano alcuni fattori importanti e positivi: (1) l’età – è ancora giovane e può prendere in mano la sua situazione, lavorarci e risolverla, così godendosi la vita futura in un modo sicuramente più completo – (2) il non essere da sola (famiglia di origine, e progetto di matrimonio), e (3) la sua capacità di intuizione psicologica.
    Le sensazioni che descrive – il dolore interiore, il pianto – stanno a testimoniare che lo stato depressivo è sempre attivo, mentre l’ansietà sembra sia scaturita dal rendersi conto che può capitare qualcosa di grave a persone a lei vicine e, quindi, anche a lei stessa.
    Naturalmente ha fatto benissimo a smettere di fumare, a prescindere da ogni altra considerazione!
    Vivere subendo i colpi di depressione ed ansia insieme non mi pare praticabile e glielo sconsiglio vivamente. Nel senso che le sconsiglio di affrontare questa situazione soltanto nell’ottica di “calmierare” i sintomi, senza comprenderne le cause.
    Anche nella prospettiva della vita matrimoniale, e nella prospettiva eventuale di diventare madre, è bene che questa sua situazione sia risolta per tempo (i figli “assorbono” gli stati emotivi dei genitori).
    Quindi le consiglierei di intraprendere un buon cammino psicoterapeutico, con una persona esperta, un cammino rivolto al scavare nel profondo alla ricerca delle cause della sua sofferenza interiore al fine di individuarle e scioglierle una ad una.
    Dal canto suo è importante che non si chiuda in se stessa, mantenendo una comunicazione aperta con i suoi cari, facendosi aiutare e supportare, pensando anche che come suo suocero sta ora migliorando, altrettanto può fare lei!
    Le invio i migliori auguri non solo per la Pasqua, ma per l’intera sua vita futura,
    Andrea Castiello d’Antonio

    Andrea Castiello Dantonio

    Andrea Castiello Dantonio

    PSICOLOGO E PSICOTERAPEUTA. Professore di psicologia del lavoro e delle organizzazioni presso l’Università Europea di Roma, è nato a Roma nel 1954, si è laureato in psicologia con lode. Psicologo e psicoterapeuta, si occupa di psicologia clinica, psicoanalisi, psicologia del lavoro e psicologia giuridica. È consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Roma. Il suo ultimo
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