Rob Lowe: «Il cancro al seno ha portato via le donne della mia famiglia»

Rob Lowe

«Di questa malattia sono morte mia mamma, mia nonna e la mia bisnonna. Essere il primo portavoce maschio di un’iniziativa di raccolta fondi per la ricerca sul tumore mi riempie d’orgoglio più che se avessi vinto l’Oscar»

Un giornale italiano che tratta di salute? Perfetto, ma che cosa aspettavate a farmi parlare? Io sono un salutista convinto, mi controllo il colon e la prostata regolarmente: ci tengo a vivere a lungo. Ma, soprattutto, raccomando sempre a mia moglie di farsi tutti gli esami puntualmente. Lei è sana, per fortuna, non ha quel brutto gene del cancro che ha colpito le donne della mia famiglia.

L’importanza della prevenzione

Ebbene sì, mia mamma è morta di tumore al seno. Anche mia nonna e sua madre, la mia bisnonna, se ne sono andate per la stessa malattia. Una serie di lutti che mi ha sconvolto, ma mi ha anche fatto reagire con forza. Già dall’anno dopo la perdita di mamma, nel 2001, ho iniziato il mio impegno nella Entertainment Industry Foundation, un’organizzazione tra le più combattive sul fronte della lotta al cancro.

E vanto il primato di essere stato il primo portavoce maschio del Lee National Denim Day, che ogni anno raccoglie fondi per sostenere la ricerca sul tumore al seno. È una cosa di cui vado molto fiero. Meglio che vincere un Oscar o un Emmy Award, lo dico per davvero, senza civetteria.

Dobbiamo sostenere la ricerca

Ancora oggi mi do un gran da fare, partecipo a convegni, congressi, eventi di charity in tutti gli States, per ricordare quanto sia importante la prevenzione e i check up annuali e per organizzare raccolte di fondi. Con la Lee Denim abbiamo raccolto sette milioni e mezzo, a fronte di donazioni non superiori ai cinque dollari. Fate i calcoli: incredibile. E anche i risultati in termini di ricerca sono stati notevoli.

Quando a mia nonna venne diagnosticato il cancro al seno erano gli anni Settanta e a quel tempo quella malattia era come una condanna a morte, una vera e propria sentenza. Oggi, invece, la percentuale di sopravvivenza è astronomica, sempre che la diagnosi sia effettuata in tempo.

Per questo non mi stanco di ripetere che bisogna fare in modo che la ricerca continui a essere sostenuta e finanziata da noi tutti e che tutte le donne abbiano accesso ai migliori test diagnostici. Anche gli uomini, s’intende… Quando penso ai miei due figli maschi sorrido al pensiero che tra venti o trent’anni, dovesse succedere loro qualcosa, verranno curati e vivranno molto più a lungo di mia madre o mia nonna.

Rob Lowe

Testimonianza raccolta da Silvia Bizio per OK Salute e benessere gennaio 2017

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