Dynamo Camp, un abbraccio per tornare bambini

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Un luogo di vacanza dove i bambini con gravi patologie tornano ad essere bambini, dove la vera cura è ridere e la medicina è l’allegria

Un abbraccio per tornare a essere bambini. Sembra un gesto banale, eppure c’è chi, anche se giovane, ha perso l’allegria e la spensieratezza perché colpito da una patologia grave o cronica. La campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi Dynamo Camp, attiva dal 10 al 27 febbraio (si può donare con un SMS o una telefonata da rete fissa al 45514),ha come obiettivo di ridare il sorriso ha chi lo ha perduto, grazie a un abbraccio. Momcilo Jankovic, responsabile del gruppo psicosociale del centro di Ematologia Pediatrica dell’ospedale San Gerardo di Monza, e direttore scientifico di Dynamo Camp (puoi chiedergli un consulto qui) spiega gli obiettivi dell’iniziativa.

#UNABBRACCIOPERDYNAMOCAMP: qual è l’obiettivo di questa campagna?

I bambini sono accolti presso Dynamo Camp a titolo gratuito, e le spese di gestione da sostenere sono importanti. La campagna di sensibilizzazione, agisce in due modi: il primo con la raccolta fondi, il secondo per far conoscere e promuovere questo tipo di attività. A volte certe realtà sono ignorate, per scaramanzia o paura, ma la realtà non va mai negata.

La guarigione di un bambino con patologia grave o potenzialmente mortale avviene attraverso il recupero delle sue condizioni fisiche, psicologiche e sociali. Dal punto di vista psicologico e sociale, quale miglior training se non quello di promuovere le sue capacità e attività?

Per supportare Dynamo Camp e raggiungere più persone è anche possibile fare un video o fotografarsi mentre si abbraccia qualcuno o qualcosa che rende davvero felici. Il passo successivo è condividere foto o video su Twitter, Instagram e Facebook invitando due amici a donare.

Quest’anno l’obiettivo è di regalare a 420 bambini gravemente malati la straordinaria avventura di una settimana di vacanza al Camp in Toscana e permettergli di tornare a essere “semplicemente bambini”.

Che cos’ è il Dynamo Camp?

Dynamo Camp sorge nel cuore della Toscana, all’interno di un’oasi affiliata WWF, a Limestre, in provincia di Pistoia. Si tratta di un camp di terapia ricreativa, primo in Italia, sorto dieci anni fa sul modello ideato e realizzato da Paul Newman negli Stati Uniti.

Dynamo Camp ospita gratuitamente bambini dai 6 ai 17 anni affetti da gravi patologie, prevalentemente emato-oncologiche, ma anche colpiti da disturbi neurologici, neurodegenerativi, immunologici, sia in terapia sia in fase di post ospedalizzazione. Il camp offre anche programmi specifici per i casi un po’ più complessi, rivolti alle famiglie, compresi fratelli e sorelle, con l’obiettivo di decontestualizzare la malattia. Il Dynamo Camp ha il vantaggio di essere l’unico riferimento nazionale, accoglie bambini da tutta Italia, ma anche dall’estero.

Qual è l’obiettivo di questo progetto?

La caratteristica fondamentale del Dynamo Camp è di aiutare il bambino ad attivare le proprie energie e capacità, togliendolo dall’ambiente famigliare: infatti per tutto il periodo di soggiorno il bambino non è in contatto con i propri genitori.

Il fine è di creare quello stato d’indipendenza che genera fiducia in se stessi. Il tutto supportati dal team di volontari, medici, psicologi e infermieri, che prestano il loro aiuto nel Camp a fianco dei bambini. Il fine è di far divertire e stimolare i bambini affetti da queste patologie croniche, facendogli ritrovare il sorriso e la voglia di vivere.

Come sono strutturate le attività?

I bambini e i ragazzi sono ospitati per periodi di vacanza di una settimana, dove osservano un calendario giornaliero ben preciso. Praticano attività fisiche sportive come ad esempio equitazione, nuoto, tiro con l’arco, passeggiate, arrampicata e anche attività ricreative di laboratorio come teatro e pittura.
I gruppi sono formati da bambini affetti da patologie disomogenee, per metterli a confronto e stimolare la loro capacità a superare gli ostacoli. Ad oggi il Camp ha accolto più di 5mila bambini e ragazzi, in questo ultimo anno siamo già a oltre mille.

Sorridere fa bene alla salute: come agisce la serenità sull’organismo?

La serenità di un malato, a maggior ragione se è bambino, mette in atto una serie di meccanismi a beneficio della salute stessa. Questo consente un blocco dello stress, causato dalla condizione patologica, e un conseguente ridimensionamento del tono simpatico e delle sostanze sprigionate, ovvero le catecolamine.

La frequenza cardiaca e respiratoria, e la pressione, tornano a valori ottimali, a beneficio di un miglioramento fisico comprovato.
Diminuisce il cortisolo, e aumentano così le difese immunitarie. Non si guarisce, ma questo stato di benessere va a sommarsi, con successo, alle terapie medico scientifiche applicate.

Eliana Canova

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