
Umberto Veronesi (foto Emmevi Milestone).
Testo di Umberto VeronesiUn tema scottante, quello degli Ogm. Mai come in questo caso la non conoscenza si è trasformata in automatica condanna dell'applicazione delle biotecnologie al settore dell'agricoltura e quindi a quello alimentare.
Sono in pochi a sapere che, modificando un
gene di una pianta comune come il mais, i laboratori scientifici internazionali non hanno fatto altro che riprodurre processi che già avvengono da millenni in natura. Nessuna pianta è naturale, tutte sono il risultato di una lunga serie di modifiche del
Dna, fatte dai genetisti agrari per aumentare la produttività e per creare prodotti vegetali di maggior valore nutritivo, commerciale o industriale. Sapevate, per esempio, che la mela naturale dell'uomo primitivo aveva un diametro di pochi centimetri ed era tutta semi? La
genetica vegetale ne ha poi migliorato la produttività e la qualità.
Nel secolo scorso le metodologie vincenti sono state l'incrocio, la mutagenesi e la selezione in campo. A partire dagli anni 80, la scienza si è arricchita di una nuova metodologia di miglioramento genetico dei vegetali coltivati, basata sul trasferimento di geni. Grazie a essa si riesce a inserire uno o pochi geni nei
cromosomi della pianta, lasciando inalterato il resto del
genoma.
Molti hanno confuso il concetto di qualità dei prodotti imputando agli Ogm rischi potenziali sulla salute. Per la prima volta nella storia dell'agricoltura, nuove varietà vegetali, se (e solo se) prodotte con metodologie di ingegneria genetica, devono essere analizzate coi più moderni approcci scientifici per verificarne l'accettabilità per la salute umana, per l'ambiente e per l'economia agricola. I controlli hanno dunque reso le piante Ogm oggi coltivate più sicure di quelle tradizionali.
Con linee guida scientificamente rigorose per l'utilizzo delle biotecnologie si può assicurare un rapporto più equilibrato fra piante e animali e gli ecosistemi a essi collegati: un grande passo avanti verso una riduzione dell'incidenza del
cancro e delle altre gravi malattie correlate all'ambiente e all'alimentazione.
Non c'è ragione di fermare tutto questo per motivi ideologici, per paure o pregiudizi che nascono, per tornare al tema iniziale, proprio dalla non conoscenza. Siamo liberi di scegliere e anche di condannare, se siamo altrettanto liberi di sapere (
SCARICA il quaderno della Fondazione Umberto Veronesi dedicato agli Ogm).
Umberto Veronesi - OK La salute prima di tutto
Ultimo aggiornamento: 2 marzo 2010