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dolore alla coscia dx (anteriore)

Salve dottore, ho 70 anni e godo di buona salute; non prendo farmaci riuscendo a controllare abbastanza bene glicemia, colesterolo e trigliceridi (oltre alla pressione); insomma non mi lamento. Cerco di tenermi in movimento per non avendo una gran "muscolatura" colpa dei tanti km percorsi ... ma in macchina. Circa 4 mesi fa mi sono accorto di non riuscire a piegare bene all'indietro la gamba dx, sentivo un dolore diffuso dietro al ginocchio.Poi è iniziato un dolore abbastanza forte sul davanti della coscia che si accentua dopo piegamenti in avanti della schiena (per es: se mi lavo al lavandino o se mi lavo i denti, ecc). Al mattino mi alzo e sto bene ma man mano che svolgo le normali attività quotidiane il dolore si ripresenta. Una radiografia lombo-sacrale ha evidenziato: "lieve scoliosi sixconvessa del rachide lombare; tendenza alla rettificazione della fisiologica lordosi; diffuse note di spondiloartrosi; conservato l'allineamento somatico posteriore" mentre del bacino dice: "simmetrico e conservati i rapporti articolari coxo-femorali, bilateralmente". Gli esami del sangue che svolgo periodicamente ora dicono di un CK a giugno 2011 pari q 273 mentre ora è a 386. La mia personale sensazione è che il "problema" sia alla schiena in quanto il dolore si accentua nettamente con i piegamenti in avanti. Le chiedo: quali esami potrei fare per capirci qualcosa e iniziare l'opportuna terapia? Grazie

Fisioterapia risponde Benedetto Toso

Quello che le è successo molto spesso è la conseguenza di una posizione seduta scorretta prolungata non compensata da un adeguato programma di movimento. In auto ai danni della posizione seduta si aggiungono quelli provocati dagli stress da vibrazioni. La maggior parte dei dolori localizzati a livello del rachide lombare e cervicale è dovuta alla riduzione o rettificazione delle lordosi che sono le curva fisiologiche, benefiche, normalmente presenti a livello lombare e cervicale. La presenza di tali curve aumenta la resistenza della colonna alle sollecitazioni di compressione assiale. Esse sono pertanto benefiche per la colonna vertebrale, le conferiscono una maggiore capacità di ammortizzare le pressioni e le sollecitazioni. E' normale avere un certo grado di lordosi e di cifosi, non è normale che aumentino (iperlordosi e ipercifosi), ma non è positivo neppure che si riducano. Quando sono presenti le giuste lordosi la pressione si distribuisce uniformemente sul pilastro anteriore (disco e corpo vertebrale) e sul pilastro posteriore (faccette articolari). In questo modo la colonna è più solida, capace di sopportare senza problemi, pressioni anche elevate. La rettificazione delle lordosi normalmente è conseguenza delle posture statiche scorrette prolungate. È quello che avviene a coloro che conducono una vita sedentaria e non svolgono una adeguata attività motoria di compenso: soggetti che mantengono la flessione del rachide non solo otto ore in ufficio ma altre ore in auto, nel tempo libero e, spesso, anche durante il riposo notturno. La mancanza delle lordosi rappresenta una condizione che rende il rachide lombare più delicato, instabile, meno resistente, meno capace di sopportare le pressioni quotidiane. Fatte queste premesse Lei può comprendere come non sia sufficiente preoccuparsi di ridurre il dolore con farmaci, massaggi o altre terapie passive. Ma occorre fare fondamentalmente due cose: 1° evitare, il più possibile, le posture e i movimenti che costringono il rachide in flessione; 2° eseguire con dolcezza e gradualità gli esercizi utili che mobilizzano il rachide in estensione. Finché il dolore è sopportabile è meglio evitare di assumere farmaci perché essi sono in grado di ridurre solo i sintomi dolorosi ma non la causa della lombalgia. Il dolore è una guida: aumenta nelle posture e nei movimenti che danneggiano la schiena e, al contrario, si riduce nelle posture e nei movimenti corretti. Per ridurre il suo dolore è importante che lei prenda coscienza della sua lordosi lombare e impari a mantenerla nelle posture e nei movimenti quotidiani e durante il riposo notturno. Riposo notturno: deve evitare di dormire sul fianco in posizione fetale ma è bene che dorma in posizione supina (sul dorso); se non ha un materasso in lattice, formi un rotolo avvolgendo un asciugamano e lo ponga tra le vertebre lombari e il materasso. Posizione seduta: quando sta seduto utilizzi una sedia ergonomica dotata di supporto lombare; in mancanza di essa ponga un piccolo cuscino o, ancora, l'asciugamano arrotolato tra le vertebre lombari e lo schienale della sedia. Tempo libero: deve imparare a fare anche i più semplici movimenti quotidiani come lavarsi e vestirsi senza curvare la schiena. Sport: è bene che tutti i giorni faccia una lunga passeggiata a passo svelto. Riporti su di un diario quanti minuti cammina tutti i giorni in modo da verificare un graduale aumento della durata della passeggiata. Esercizi di ginnastica: deve eseguire tutti i giorni ogni 2 ore, finché il mal di schiena non passa, gli esercizi che mobilizzano e rilassano la colonna lombare in estensione; è sufficiente che si distenda in posizione prona (a pancia sotto) e che respiri utilizzando il diaframma: inspirando potrà percepire che le vertebre lombari si alzano e poi espirando si abbassano. Restando a disposizione la saluto cordialmente Benedetto Toso

04/02/2012
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