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intervento alla carotide

Gentile Dott., Le scrivo per avere dei chiarimenti! A mio padre (età 64 anni)è stata diagnosticata, in seguito ad un ecodoppler TSA, un'occlusione della carotide dx del 70%! Il chirurgo vascolare ha detto che è da operare, ma io cercando un pò di informazioni ho letto che l'intervento di endoarterioectomia è molto delicato: può causare anche un ictus e tanti altri effetti collaterali!E' vero?? Io sono molto preoccupata!! La ringrazio per la sua attenzione Cordiali saluti

Angiologia risponde Renato Casana

L'insufficienza cerebrovascolare rappresenta la terza causa di mortalità nei paesi industrializzati. Se pensiamo che circa l'80% dei casi di ictus cerebrale è causato da una lesione carotidea, ci rendiamo conto di quanto sia importante la diagnosi precoce di questa malattia per pianificare un eventuale intervento. Alle tecniche chirurgiche tradizionali oramai consolidate di disostruzione della carotide (endoarterectomia carotidea), si sono affiancate le tecniche endovascolari (stenting carotideo). Le procedure di angioplastica (stenting carotideo) hanno permesso di ottenere risultati incoraggianti in pazienti ad alto rischio chirurgico (ultraottagenari, pazienti cardiopatici con angina instabile, pazienti ad elevato rischio anestesiologico) o particolarità anatomiche della lesione carotidea (lesioni limitate alla carotide interna particolarmente alte) Secondo le linee guida della SICVE (Società Italiana di Chirurgia Vascolare) e Internazionali le indicazioni ad operare un paziente con stenosi della carotide sono le seguenti: pazienti asintomatici con lesioni stenosanti emodinamicamente significative (uguali o superiori al 70%); In alcuni casi anche pazienti con sintomi neurologici (TIA recidivanti) e lesioni di minor importanza ma sostenute da placche instabili (placche disomogenee dal punto di vista della morfologia e del contenuto). Queste sono le placche carotidee cosiddette "soft", le placche ulcerate, e quelle che presentano emorragia e/o trombosi intraplacca. Credo quindi che il suo familiare si debba sottoporre ad un ulteriore esame (angioRMN con Gadolinio e RMN Encefalo) per decidere se indirizzarlo al trattamento chirurgico o quello meno invasivo "endovascolare". E' bene inoltre che l'intervento sia condotto da un chirurgo vascolare esperto c/o un centro ad elevata specializzazione. Cordiali saluti. Per saperne di più puo' consultare il sito web: www.renatocasana.it

22/02/2012
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